
Massimo Mazzega, il nuovo amministratore delegato di Banca Italease che si sta facendo in quattro per ricostruire la prima banca del leasing in Italia e per cancellare i pesanti danni causati dalla crisi dei subprime e dallo scandalo dei derivati, non ha proprio gradito le indiscrezioni su nuove e scottanti indagini milanesi sugli scheletri nell’armadio di Italease. Lo scorso 4 gennaio alcune testate avevano infatti parlato di una spartizione dei proventi illeciti della banca fra i manager del gruppo: risultato? Nuovi crolli del titolo in Borsa. Mazzega per tutta risposta si è rivolto alla stessa Procura di Milano per denunciare un aggiotaggio informativo sul titolo e oggi si è saputo che a Milano è stato aperto un fascicolo contro ignoti.
In un momento tanto delicato per la banca simili indiscrezioni possono danneggiare molto i piani di rilancio del gruppo. Chiuso l’aumento di capitale da 700 milioni di euro, aggiornato il piano industriale con l’obiettivo di raggiungere 170 milioni di profitti nel 2010, rinnovato l’accordo nel ramo vita con Fonsai e programmato quello nel ramo danni con il socio e azionista Reale Mutua, Italease, se vuole uscire dal tunnel che ha fatto precipitare i titoli da 58 a 6,8 euro nel giro di un anno, dovrà evitare accuratamente ogni ulteriore danno alla propria immagine, da questo l’idea di ricorrere alla magistratura nei casi di presunto abuso anche e soprattutto da parte della stampa. Si tratta di un atteggiamento nuovo e più aggressivo del management rispetto al passato.
A complicare le cose si mettono anche le pressioni sull’equilibrio azionario, nonostante la sottoscrizione integrale da parte degli azionisti maggiori (Banco Popolare, Bper, Bpm Milano, Antonveneta, Popolare di Sondrio, Reale Mutua) dell’aumento di capitale. Un articolo di Libero Mercato ieri ipotizzava dei piani di Mediobanca per una scalata all’istituto in caso di deprezzamenti ulteriori del titolo. Il quotidiano diretto da Oscar Giannino ricordava infatti che, se fino a ieri Piazzetta Cuccia aveva preferito le commissioni sull’aumento di capitale a un intervento di ieri, adesso, con il titolo che viaggia intorno a quota 7 euro, l’istituto potrebbe decidere di cambiare idea e cominciare a rastrellare titoli sul mercato in vista di una scalata. Se nei prossimi giorni il titolo dovesse rimbalzare potrebbe trattarsi dunque di un segnale importante e potrebbe indicare che l’azione viaggiava davvero sui minimi.
L’idea non sarebbe peregrina se si considera che il mercato del leasing, nel quale Mediobanca opera già con Selma, rappresenta proprio uno dei settori nei quali la banca intende rafforzarsi maggiormente. Quale migliore occasione di una banca che, sebbene in crisi, ha di fatto aperto la strada a un business sempre più profittevole come quello del leasing? Al momento sembra in realtà che le popolari capeggiate dal Banco Popolare (azionista di Italease con oltre il 30% del capitale) siano riuscite a respingere gli attacchi. Resta da vedere se ci riusciranno anche in futuro. Mazzega ha gettato acqua anche sulla rovente questione derivati, affermando che i danni concreti del gruppo sono assai più ridotti del previsto. In particolare, secondo i dati forniti dallo stesso Mazzega a un quotidiano, le posizione aperte sarebbero soltanto 20, a fronte di un migliaio di reclami, di 350 casi diretti al conciliatore bancario e di alcune centinaia di contratti risolti con accordi transattivi con la clientela.
Insomma le nubi su Italease cominciano a diradarsi. Resta però il caso di una banca che in un annus horribilis per il proprio settore, ha accentuato le già disastrose performance del mondo del credito.