
Gemina riserva sempre qualche sorpresa e, dopo gli scivoloni in Borsa dell’ultimo periodo (il recente aumento di capitale ha praticamente dimezzato il valore del titolo), l’azione cerca da un paio di sedute di reagire registrando performance da sei punti al giorno. Incoraggia di sicuro l’upgrade di Cheuvreux che sostiene che la compagnia è sottovalutata perché, trattando a un rapporto di circa 10-11 per l’Ev/Ebitda, è nella media esatta del settore mentre meriterebbe di trattare un po’ a premio. Tutto in realtà dipende dal Governo, che ha in mano almeno due leve.
La prima è quella della cessione ad Air France di Alitalia. Il piano francese prevede infatti esplicitamente un potenziamento di Fiumicino e quindi più voli e più soldi per l’aeroporto romano, che appunto diventerebbe l’unico hub della (a questo punto ex) compagnia di bandiera: conseguenza più voli e più soldi anche per i contenti proprietari di Gemina e quindi di Adr. Festeggerebbero così i vari Benetton, Clessidra, Mediobanca, Ligresti, Mediobanca etcetera (non i Romiti che orami sono fuori dalla partita).
Una festa che potrebbe essere accompagnata da un’altra buona notizia. Entro un mese (ma con i tempi della politica non si sa mai) è atteso infatti il decreto interministeriale in materia di tariffe aeroportuali e le nuove linee guida proposte dall’Enac (e approvate dal Cipe) prevedono un loro aggiornamento probabilmente al rialzo. La tabella mostra infatti le stesse cifre da più di un lustro ed esse sono in media del 30-40% inferiori a quelle praticate in altri stati dell’Unione europea.
L’Assaeroporti ha più volte sottolineato la necessità di un aggiornamento che venga anche incontro alla necessità di investire nelle infrastrutture aeroportuali. Ovviamente Assaereo, che riunisce invece tutte le compagnie, la pensa in maniera opposta. Tutto a questo punto dipende dal Governo. Il ministero dell’Economia e quello dei Trasporti dovranno infatti emettere il suddetto decreto e consentire così all’Enac di varare i contratti programma in collaborazione con i singoli scali aeroportuali.
Per tornare a Gemina un incremento delle tariffe potrebbe ovviamente fare molto bene alla redditività della società e portare anche il titolo a recuperare parte del valore perduto negli ultimi mesi. Secondo gli analisti di Cheuvreux l’azione dovrebbe raggiungere gli 1,3 euro entro sei mesi. Né si tratta degli unici analisti che ritengono potenzialmente sottovalutato il titolo.
Noi en passant facciamo due calcoli. I dati più aggiornati del settore sono quelli del terzo trimestre 2007 che ha visto gli Aeroporti di Roma raggiungere un ebitda/margin del 51,15% e un ebit/margin del 32,74 per cento. Si tratta delle migliori performance se messe a confronto con quelle di Save, dell’Aeroporto di Firenze e di Sea, il gruppo che gestisce Linate e Fiumicino ma che non è quotato.
A una forte reddititività corrisponde però anche una situazione patrimoniale di Gemina tutt’altro che rosea con un rapporto debt equity che supera l’1,8 a fronte di situazioni patrimoniali davvero lodevoli per le altre società quotate (assai meno per Sea). Il dubbio che viene a questo punto è fino a che punto le prossime tariffe potranno coprire gli investimenti fatti e da fare a Fiumicino e Ciampino? La risposta sta probabilmente in bilico su un filo teso tra la penna di Tommaso Padoa Schioppa e quella di Alessandro Bianchi, fra la posizione di Assaeroporti che chiede più soldi e Assaereo che col carogreggio e l’anno nero appena trascorso dalle compagnie teme di non potere reggere rincari eccessivi. Si tratta comunque di una risposta che entro qualche mese dovrà essere formulata. Intanto il titolo Gemina corre in Borsa.