
Giornata d’oro quest’ultima seduta d’ottava per le multiutilities italiane. Acea ed Iride guadagnano, in chusura di ottava, cinque punti percentuali a testa e A2A riesce a registrare uno scatto di oltre sei punti e mezzo. In coda con guadagni del 4,7% e del 3,8% rispettivamente Hera ed Edison.
Non si tratta solamente di fattori legati al settore e alla difficile congiuntura delle borse internazionali che tendono a premiare i titoli difensivi. Ci sono anche fattori specifici e del tutto italiani. Acea, per esempio, si avvantaggia chiaramente di un lusinghiero report di Cazenove, che avvia la copertura del titolo con un convinto outperform e un fair value di 15,3 euro.
Secondo il broker il titolo della municipalizzata romana “presenta dei multipli veramente bassi” rispetto ai suoi competitor. La crescita dell’ebitda e dell’eps dovrebbe infatti, secondo Cazenove, essere abbastanza trasparente e certa per i prossimi quattro anni a seguito del nuovo quadro normativo che regolamenta la distribuzione elettrica. L’altro grande business del trattamento delle acque dovrebbe poi consolidarsi in Toscana.
Le maggiori soddisfazioni di Acea dovrebbero però venire, nei prossimi anni, dal business dei rifiuti e della connessa produzione elettrica. Il broker stima in questo business un ebitda cagr di addirittura il 35% fra il 2007 e il 2012 e prevede l’autorizzazione di due nuovi termovalorizzatori. Un discorso a parte riguarda, invece, le possibilità di un coinvolgimento del gruppo nel risiko energetico in corso. Molto dipenderà dalle decisioni che saranno prese a Bologna dove Hera rimane la più contesa fra Iride e la stessa Acea. Nei prossimi mesi il nodo dovrebbe essere sciolto e intanto Cazenove stima dei risparmi di costo da 44 milioni di euro in caso di matrimonio Hera-Acea. Difficile dire come andrà a finire: di certo però le voci di fusione incoraggiano sempre i corsi di Borsa.
Un altro discorso trasversale riguarda invece il business del gas. Si tratta di una carta che Acea potrebbe giocare con successo nel futuro grazie alla stretta collaborazione in questo settore con i francesi di Electrabel (gruppo Suez), che potrebbero regalare positive novità a seguito della fusione del gruppo con Gaz de France.
Sul gas infine punta anche Edison, che ha messo su un metanodotto fra la Grecia e l’Italia - il suo suggestivo nome è Poseidon - di cui potrà utilizzare l’80% della capacità.