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Le elezioni del 9 aprile e la Borsa

Pubblicato: 16 mar 2006 da AleOne

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Sono in molti a domandarsi che effetto potrebbero avere le prossime elezioni sulla borsa. Tentare una analisi che studi gli effetti della politica sull’andamento dei listini non è cosa facile. Innanzitutto una analisi storica di questo tipo deve tenere presente un elemento chiave: da quando esiste la moneta unica, e quindi è la Banca Centrale Europea a tenere il timone della politica monetaria e non più la banca d’Italia, l’indipendenza del listino domestico rispetto al paniere generale rappresentativo di tutti i paesi dell’area euro, l’indice Eurostoxx, si è molto ridotta. Difficile immaginare che fino a che l’Italia rimarrà nell’euro la sua Borsa possa discostarsi in modo macroscopico dall’andamento di quella europea (rappresentata appunto dall’Eurostoxx). Esiste poi un altro elemento di difficoltà nello studio delle interdipendenze tra politica e andamento dei listini: dal 1980 ad oggi si sono susseguiti 22 governi, una media di un cambiamento di Governo ogni 1,18 anni. Difficile immaginare che la borsa abbia potuto rimanere ancorata, nelle sue oscillazioni, ad un fenomeno così erratico come i cambiamenti del Governo. Il tentativo che si può fare è quello di ridurre l’orizzonte temporale dell’analisi e limitarsi a cercare di leggere gli effetti della politica sui movimenti borsistici a partire dal primo Governo Berlusconi (10.05.1994-17.1.1995), successivo al Governo Ciampi (28.04.1993-10.05.1994). L’indice che è possibile studiare per questo periodo è il COMIT (per il Mibtel non sono disponibili dati storici così lontani). Durante il primo Governo Berlusconi la borsa è scesa, anche se non in modo pesante. La flessione del listino era iniziata proprio con il massimo del maggio 1994 ed era tuttavia proseguita fino al novembre 1995.

Successivamente al 1° Berlusconi ci sono stati il Governo Dini (fino al 17 maggio 1996) ed il Governo Prodi (dal 17 maggio 1996 al 21 ottobre 1998). Durante il 1° Prodi la borsa è salita prima con estrema forza, fino all’aprile 1998, ma poi è scesa con altrettanta forza fino all’ottobre del 1998, quando al questo Governo si è sostituito il 1° Governo D’Alema. Il 2° Governo D’Alema, durato in carica fino al 24 aprile 2000, ha visto la borsa registrare i suoi massimi storici e poi avviare la lunga fase di ribasso terminata nel 2003. Nel frattempo si era consumato il Governo Amato, dal 25.04.2000 all’11 giugno 2001. Il 2° Governo Berlusconi, iniziato l’11 giugno 2001 e destinato a terminare il 23 aprile 2005, ha visto l’ultima fase del ribasso, fino ai minimi di marzo 2003, e la successiva ripresa dei prezzi. IN SINTESI: effetti visibili sui listini si sono avuti con l’avvio del 1° Berlusconi, coincidente con una fase di ribasso, e con il 1° D’Alema, coincidente con una fase di rialzo. Ovviamente due sole osservazioni sono insufficienti per poter tentare una ipotesi riguardante il futuro. Quello che ci sentiamo di dire quindi è di continuare a prendere le proprie decisioni di investimento senza considerare troppo la scena politica, dal momento che non ci sono evidenze che questa possa condizionare in modo significativo l’andamento della borsa ( e forse, purtroppo, nemmeno l’andamento della nostra vita…).

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