
Atlantia ha già messo a segno ieri un forte rialzo, nonostante l’attesa di un probabile disimpegno di Abertis. La riunione del comitato esecutivo della societa’ spagnola, con all’ordine del giorno la discussione sull’uscita dal capitale di Schemaventotto, holding che controlla il 50,1 per cento di Atlantia, alla fine ha deciso il way out e la cessione dunque di quel 13,33% del capitale della holding che la vedeva socia dei Benetton e di altri importanti azionisti italiani.
In serata uno stringato comunicato del concessionario autostradale spagnolo sottolineava i buoni rapporti con la compagnia italiana, ma ricordava anche l’attesa per le decisioni della Commissione europea in merito alle azioni che “il Governo Italiano prese a suo tempo per ostacolarono l’aggregazione transfrontaliera delle due attività che ricadeva sotto la giurisdizione della Commissione e che aveva il supporto unanime degli azionisti e il via libera delle competenti autorità antitrust europee”.
Bisogna, però, ricordare che l’attuale fase di turbolenza dei mercati azionari, oltre ad aver determinato un perdita di circa il 20% del valore del titolo Atlantia rispetto al massimo storico toccato a novembre, sconsiglia di procedere ad un collocamento. Piu’ probabile quindi che gli spagnoli optino per attendere un momento meno sfavorevole.
Recentemente i Benetton hanno stretto un patto di sindacato con Goldman Sachs e Mediobanca per permettere il loro ingresso in Sintonia, la holding operante nel settore infrastrutture che ha in pancia, oltre al 60% di Schemaventotto ed al 6% di Atlantia, anche l’8.39% di Telco, il 31.5% di Investimenti e Infrastrutture (Gemina) e il 24.38% di Sagat (Aeroporto Torino). Si prospettano ulteriori investimenti nelle infrastrutture ed eventualmente una collocamento in borsa, ma solo al termine del periodo di lock up, nel 2013.