
Rcs ha pubblicato oggi i dati preliminari del 2007 risultando sostanzialmente in linea con il consensus. I ricavi sono cresciuti del 15% attestandosi a quota 2,73 miliardi di euro e l’ebit ha raggiunto i 360 milioni di euro (con un incremento su base annua di 73,6 milioni di euro). Ovviamente sui risultati del gruppo influiscono le acquisizioni delle spagnole Recoletos e Unidad Editorial e dell’italiana Dada. Acquisizioni che portano, come già sostanzialmente previsto dagli analisti, la posizione finanziaria netta a essere negativa per 966 milioni di euro contro un saldo positivo di 5,7 milioni di euro a fine 2006. Si tratta di dati che riclassificano il bilancio al netto dello scorporo di Play Radio, tentativo breve e sostanzialmente ritenuto dal management non soddisfacente di introdursi nel settore radiofonico.
Forse andrà meglio con la televisione per la quale Rcs ha previsto di investire 88,5 milioni di euro che serviranno a finanziare l’acquisizione delle quote di minoranza di VEO Television (circa il 44,6% del capitale), società che detiene una concessione per la trasmissione televisiva in tecnica digitale terrestre in Spagna e che sarà acquisita da Unidad Editorial.
Un altro investimento da 16,2 milioni di euro è poi previsto per l’acquisizione delle quote di minoranza – il 49% circa del capitale - di Digicast che distribuisce alcuni canali multimediali soprattutto tramite la piattaforma Sky.
Sempre nel campo delle quote in società controllate Rcs ha deciso anche di esercitare una opzione call sull’1,97% di Dada, società di editoria web che edita questo blog e di cui Rcs controlla già il 46,54% del capitale.
Le maggiori incertezze non riguardano però tanto gli investimenti fatti, ma il futuro e la difficile congiuntura che mette a rischio tutta l’economia e in particolare il settore editoriale. Se, infatti, la raccolta pubblicità è stata nel corso dell’esercizio “ottima”, come afferma la nota del gruppo editoriale di via Solforino, è concreto il rischio che i mesi avvenire risentano della flessione in corso. Un mercato dinamico come quello spagnolo potrebbe inoltre risentire più di altri della crisi Usa e della locale crisi del mercato immobiliare. Benché i fondamentali del Vecchio Continente appaiano finora solidi i rischi, infatti, che l’economia rallenti non sono neanche più tanto lontani. I margini elevati del settore editoriale saranno quindi comunque messi a rischio, almeno per quanto riguarda gli introiti pubblicitari (che poi ne sono una componente rilevante).