
Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Performance positive per i titoli del settore cemento sostenuti dai buoni dati preconsuntivi di Cementir e Dyckerhoff (gruppo Buzzi Unicum). La prima ha registrato ricavi 2007 pari a 1.15 miliardi di euro (+9.4% a/a), mentre il reddito operativo e’ salito del 9.1 per cento. I profitti pretasse sono saliti da 168.9 a 199.4 milioni di euro. Ancor piu’ brillanti i risultati di Dyckerhoff il cui fatturato e’ stato pari a 1.8 miliardi di euro (+25% a/a) e l’utile a 286 milioni (+90%). Dati che hanno consentito alla controllata del gruppo Unicem di annunciare un raddoppio del dividendo.
La scorsa settimana erano usciti, inoltre, i dati di Italcementi, principale player italiano del settore, che nello scorso esercizio ha visto crescere i ricavi del 4.2% a/a a oltre 6 miliardi di euro, grazie soprattutto all’ottimo andamento del business in Asia e nei mercati meno maturi in generale, mentre si e’ registrata una contrazione di oltre 8 punti percentuali nel Nord America, anche a causa del deprezzamento del dollaro. Indicazioni sostanzialmente positive anche per Buzzi Unicem, con un fatturato in crescita del 9.1 per cento.
Nonostante i rialzi in borsa degli ultimi due giorni le prospettive del settore restano difficili. La situazione di crisi del real estate americano non dà segni di miglioramento, come del resto appare evidente ricordando gli ultimi dati: le vendite di nuove abitazioni a dicembre sono scese del 4.7% m/m, molto piu’ del previsto, oltretutto con prezzi medi in calo di oltre il 10%. Nell’intero 2007 il dato ha segnato un -26.4% a/a, mentre le aperture di nuovi cantieri, sempre a dicembre, sono scese del 14.2% m/m, anche in questo caso deludendo ampiamente il consensus.
Se la debolezza del mercato nordamericano puo’ essere in qualche misura compensata dalla crescita dei paesi asiatici, dell’Est Europa e del Sud Mediterraneo, resta il problema dei bassi tassi di sviluppo dell’Europa centro-occidentale. La contrazione del credito causata dalla crisi dei mutui subprime e i timori di crescita dell’inflazione derivante dall’aumento dei prezzi di alimentari e idrocarburi hanno infatti determinato un aumento dei tassi d’interesse e quindi una minor propensione al ricorso ai mutui e quindi all’acquisto di immobili. Sfortunatamente al momento attuale non si intravede all’orizzonte il momento in cui questa tendenza cambiera’, ragion per cui i titoli del settore potrebbero rimanere sotto pressione ancora per qualche tempo.