
Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Parmalat oscilla sotto la parita’ dopo la notizia del rinvio al 25 febbraio del processo presso il Tribunale di Milano per il fallimento dell’azienda emiliana, procedimento che vede sul banco degli imputati Calisto Tanzi e i vecchi manager. Il rinvio e’ stato determinato da una richiesta del nuovo avvocato di Lorenzo Penka, ex contabile Parmalat.
Intanto la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Cesare Geronzi, ex numero uno di Capitalia e attuale presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, contro il rinvio a giudizio disposto dal Gup di Parma con l’accusa di usura e concorso in bancarotta fraudolenta per il caso Ciappazzi.
Secondo gli inquirenti Geronzi obbligo’ Tanzi ad acquistre la Ciappazzi (acque minerali) dal gruppo Ciarrapico ad un prezzo esorbitante, in modo tale che quest’ultimo disponesse delle risorse per appianare i debiti con l’istituto capitolino. Una situazione molto simile a quella che vide protagoniste la stessa Parmalat e Cirio, anche in questo caso con la regia di Geronzi e della allora Banca di Roma.
Nel ‘99 Tanzi acquisto’ la Eurolat da Cirio pagandola 200 miliardi di lire in piu’ rispetto ai valori di mercato.
La Cirio di Cragnotti utilizzo’ il ricavo per restituire i finanziamenti alla Banca di Roma e per sistemare i bilanci delle societa’ direttamente riconducibili al manager, lasciando Cirio al proprio destino e con lei anche i risparmiatori che avevano investito in obbligazioni dell’azienda agroalimentare.
Ieri il Tribunale di Roma ha condannato Cragnotti e Banca di Roma (che ora fa parte del gruppo Unicredit) al pagamento di 300 milioni di euro all’amministrazione straordinaria di Cirio, una cifra che, pero’, riesce a coprire solo un terzo del passivo.
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