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Eni: abbiamo comprato per crescere

Pubblicato: 15 feb 2008 da Ferry Boat

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Giornata sull’ottovolante per Eni in Borsa nel giorno della presentazione dei dati sul quarto trimestre 2007 al mercato. A ridosso della conference call della compagnia petrolifera, ma dopo la pubblicazione dei risultati, il titolo del Cane a sei zampe passa, infatti, in territorio negativo e poi comincia una lenta risalita durante la qual lima le perdite. Va considerato, però, che in giornata la pubblicazione di alcuni dati negativi sull’economia statunitense (inflazione e indice manifatturiero di new York) ha condizionato notevolmente i listini.

I primi dati pubblicati sull’ultima parte dell’esercizio appena trascorso si dimostrano sostanzialmente in linea con le previsioni del mercato e anzi l’utile netto adjusted batte le stime di qualche analista registrando un incremento del 13,7% a 2,67 miliardi di euro nel trimestre. Un dato positivo che si capovolge sulla più lunga distanza dell’intero esercizio 2007. Questo infatti si chiude con un utile adjusted di 9,47 miliardi di euro in flessione del 9 per cento. I ricavi del gruppo che hanno sfiorato i 25,3 miliardi di euro nel trimestre (+18,1% a/a) e gli 87,17 miliardi nell’anno (un più modesto +1,2%) hanno comunque tenuto e la situazione patrimoniale, nonostante il debito sia passato dai 6,7 miliardi di fine 2006 ai 16,3 miliardi di oggi, rimane solida. Il leverage a fine 2007 si è infatti attestato a 0,38 mentre, mentre le stime per il 2008 dipendono dalla scelta di Gazprom di esercitare o meno durante l’esercizio in corso le opzioni di acquisto sugli asset russi. Se il colosso del gas controllato da Mosca comprerà, specifica il comunicato di Eni, allora il levarage dell’esercizio in corso scenderà sotto il dato del 2007, altrimenti sarà superiore.

Il dividendo annunciato da Eni è di 1,30 euro e risulta sostanzialmente in linea con le attese. È da evidenziare anche che, per quanto riguarda la difficile questione dello sfruttamento del giacimento supergiant del Kashagan, la società preventiva nella sua nota di oggi che “è prevedibile un ritardo nell’avvio della produzione”, ma anche che “le parti hanno concordato che Eni in qualità di operatore presenti entro marzo 2008 un budget revisionato dei costi e dei tempi di completamento della prima fase di sviluppo del giacimento”. Fra le operazioni che il gruppo del Cane a sei zampe ha messo a segno durante l’esercizio appena trascorso è importante ricordare il buy back che ha ridotto del 9% le azioni in circolazione.

Eni, come ha sottolineato durante la conference call lo stesso amministratore delegato Paolo Scaroni, ha concentrato gran parte dei propri sforzi nelle acquisizioni fatte durante l’anno trascorso in Congo, Turkmenistan, Golfo del Messico, Alaska, Angola e Russia. In particolare il gruppo sostiene di aver raggiunto grazie alle acquisizioni fatte una posizione di leading player nelle aree a più rapido sviluppo e di essere entrata nei consorzi che riguardano quattro giacimenti giant.

Una particolare attenzione è comunque rivolta dal gruppo alle attività di G&P (Gas & Power) che Eni considera molto interessanti perché sono quelle che permetto la più alta generazione di cassa e sono molto stabili. Paolo Scaroni si è detto fiducioso in una crescita di lungo periodo sostenibile e profittevole per gli azionisti. Una crescita per la quale Eni prevede di investire 49,8 miliardi di euro nel periodo 2008-2011.

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