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Telecom Italia: Bernabé taglia la cedola

Pubblicato: 07 mar 2008 da Ferry Boat

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Riceviamo da Popi e con piacere pubblicchiamo

E il grande giorno arrivò, dopo una lunga attesa, il piano industriale elaborato dal nuovo amministratore delegato Franco Bernabè è stato presentato al mercato. Le strategie per il prossimo triennio vedono investimenti per 15 miliardi di euro, grazie alla cassa generata dalle attività industriale. Escluse operazioni di natura straordinaria come aumento di capitale e conversione delle azioni ordinarie in azioni di risparmio, Bernabè ha fortemente ridimensionato la politica di distribuzione del dividendo del gruppo.

Quest’ultimo di 0,08 euro , verrà ridotto di oltre il 60% rispetto al dividendo del 2007, mossa tuttavia già ampiamente scontata dal mercato. In dettaglio il gruppo si attende per l’esercizio 2008 ricavi consolidati per circa 31 miliardi di euro, in linea quindi con il 2007, ed un Ebitda pari a circa 12 miliardi di euro. Come obiettivo nel 2010 un CAGR dei ricavi del 1-2% e un Ebitda margin al 39%. Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed Ebitda è visto al di sotto di 2,5.

Gabriele Galateri, presidente del gruppo, ha detto in apertura dell’investor day, che i soci della holding di controllo di Telecom, Telefonica, Generali, Intesa Sanpaolo e Mediobanca, sono solidi e affidabili, vogliono vedere la società crescere e non hanno posto limiti all’azione del management il che consente di portare avanti valide strategie con prospettive di medio lungo periodo.

Galateri poi sottolinea che Telefonica intende lasciare indipendente la gestione delle due società e che l’obiettivo della società di telefonia spagnola è quello di veder aumentare il valore di entrambe, definendo prive di fondamento altre indiscrezioni.

Enrico Parazzini, direttore finanziario di Telecom, ha invece dato alcune previsioni sul costo del debito per l’intero 2008 che dovrebbe secondo lui essere in linea con quello 2007, ossia pari al 5,6% aggiungendo che l‘atteggiamento di massima trasparenza che ha il gruppo nei confronti delle agenzie Fitch e S&P, tra laltro incontrate in settimana, supportano l’attuale rating.

La risposta della comunità finanziaria non si è fatta attendere; il titolo in borsa perde quasi il 9% e non si contano le revisione dei giudizi al ribasso degli analisti. Il titolo è ai minimi dal 1998 e il prossimo supporto sembra essere in area 1,30 euro, corrispondente ai valori di minimo di fine 1995 e massimi di maggio 1996.

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