
Il forte calo dei listini europei di oggi (dal -2,32% dell’S&P/Mib a Milano al -3,21% del Dax 30 tedesco) ha le radici ancora ancora una volta negli Stati Uniti. L’aggravarsi improvviso della crisi di Bear Stearns, la quinta banca d’investimento del mondo, ha infatti costretto la collega JP Morgan e la Federal Riserve a un urgente intervento congiunto. Una manovra d’emergenza che porterà JP Morgan ad acquisire Bear per soli 2 dollari ad azione pari a circa 236,2 milioni di dollari. Se si considera che fino al 2005 Bear Stearns vantava utili regolarmente superiori al miliardo di dollari, si comprende quanto la tempesta dei mutui ad alto rischio abbia pesato sui bilanci della banca guidata da Alan Schwarz.
Il gruppo - finora - ha dichiarato svalutazioni sui propri asset per 2,75 miliardi di dollari e lo scorso venerdì, sui timori di una presunta insolvenza della banca, era stato colpito da pesanti vendite che avevano bruciato a New York 5,7 miliardi di dollari di capitalizzazione portando il titolo a lasciare sul parterre di Wall Street il 47% del proprio valore.
Adesso JP Morgan ha promosso la propria offerta di scambio carta contro carta (una azione BS contro 0,05472 azioni Jp Morgan) in modo da salvare il salvabile. La Fed del sempre più interventista Ben Bernanke, per scongiurare un fallimento che potrebbe affondare il sistema finanziario globale, ha concordato contemporaneamente un sostegno da 30 miliardi di dollari massimi per la copertura degli asset di Bear Stearns con maggiori problemi di liquidità.
Al momento il mercato incrocia le dita e, dopo il repentino taglio dal 3,5% al 3,25% del tasso di sconto interbancario degli Stati Uniti, scommette su un prossimo deciso intervento della Fed sui tassi d’interesse. Questi ultimi potrebbero essere ridotti, al termine della riunione di domani, al 2% dall’attuale 3% con una sforbiciata di un punto percentuale. A questo punto le parole di Ben Bernanke e dello stesso presidente Usa George Bush sull’importanza di un “dollaro forte” per gli interessi dell’America passano davvero in secondo piano.
verogabri
17 mar 2008 - 23:47 - #1Ma in queste grandi banche finanziare c’è qualcuno che capisce di economia?
Mi sembra assurdo che un istituto che vantava miliardi di utili, oggi sia praticamente carta straccia.