
Ancora qualche rialzo per Saras che continua a recuperare terreno, sebbene meno vivacemente rispetto al rally di venerdi’ scorso. Il suo rimbalzo avviato gia’ dai minimi assoluti a quota 2,2875 euro dello scorso 20 marzo ha comunque portato il titolo della societa’ petrolifera a chiudere la scorsa ottava con un bel rialzo giornaliero del 6,4 per cento (a cui in queste ore andrebbero aggiunti altri 2 punti percentuali, nonostante la cattiva intonazione dei mercati).
Il bilancio recentemente pubblicato sembra decisamente essere piaciuto al mercato, tanto che il titolo ha persino superato quota 3,18 euro durante l’ultima seduta e ha chiuso le contrattazioni di venerdi’ a 3,12 euro. I prezzi del collocamento fissato a 6 euro sono ancora piu’ che lontani, ma gli azionisti entrati sui minimi saranno sicuramente contenti degli ultimi recuperi.
Un po’ meno quelli che hanno seguito in questi mesi le indicazioni di Credit Suisse, JP Morgan, Caboto, Lehman Brothers e degli altri analisti che seguono il titolo. Sfogliando, infatti, gli studi societari pubblicati dal sito di Borsa Italiana non si legge neanche un sell dall’11 maggio del 2007 a oggi (Goldman Sachs e Merrill Lynch giudicano il titolo neutral, anche se la prima ha alzato il suo giudizio dal precedente sell lo scorso 17 febbraio; Axia invece lo scorso 7 settembre ha abbassato il proprio giudizio da buy a hold). Alla fine l’idea che ci si fa e’ che questa societa’ sia un po’ difficile da capire.
Per questo viene da guardare con diffidenza anche l’ultimo bilancio, che pure elenca diversi elementi positivi. La nota pubblicata evidenzia per esempio che l’utile netto adjusted (al netto di poste non ricorrenti come l’acquisizione di una parte della controllata “energetica” Salux, che aveva apportato quasi 200 milioni al risultato ante imposte del bilancio 2006) mostra un incremento del 3% e passa da 241,9 a 249 milioni di euro. La posizione finanziaria netta del gruppo passa da un saldo negativo di 287 milioni di euro a un passivo di 27 milioni.
Sicuramente fara’ piacere agli azionisti l’incremento del 13% del dividendo rispetto al 2006 (passa a 0,17 euro). Fara’ anche piacere l’avvio di un piano di buy back che, senza intaccare i programmi di crescita del gruppo, potra’ sostenere i corsi. Il futuro insomma sembra radioso. E forse, visto che il titolo la scorsa settimana e’ scivolato ben sotto la meta’ del prezzo ottenuto in fase di collocamento, questa volta anche i nuovi azionisti potranno guadagnarci qualcosa. Il quadro grafico consiglia comunque ancora prudenza e i prezzi del collocamento, come detto, sono davvero lontani.
Anteprima del commento