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Ferrovie Nord: il bilancio non sostiene il titolo

Pubblicato: 09 apr 2008 da Ferry Boat

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L’exploit del titolo di FNM (Ferrovie Nord di Milano) dopo il balzo post Expo 2015 potrebbe essere finito. Di certo un rallentamento c’è stato. La società nell’ultimo mese ha guadagnato più del 45% del proprio valore di Borsa e portato la propria capitalizzazione a 234 milioni di euro circa (ai prezzi correnti), ma dai massimi toccati a quota 1,24 euro il 4 aprile a oggi, quindi nel giro di quattro sedute, il titolo ha lasciato sul parterre di Piazza Affari 14 centesimi e chiuso la seduta odierna a 1,10 euro (con un ritracciamento dai massimi del 12,7% circa). L’ultimo bilancio pubblicato l’altro ieri eppure sembra positivo e riporta un utile in crescita su base annua del 45,53% oltre quota 9,64 milioni di euro. A fronte di questo risultato d’esercizio il gruppo ha registrato ricavi in aumento di circa il 2% a quota 314 milioni di euro e un risultato operativo in crescita del 19,43% su base annua a 19,43 milioni di euro.

Come noto, però, FNM è una società largamente finanziata dal pubblico: su 213,7 milioni di euro investiti dal gruppo nel 2007 solo 21,5 milioni di euro sono stati reperiti da risorse del gruppo, mentre i rimanenti 192,2 milioni di euro sono venuti da investimenti pubblici. D’altra parte i maggiori azionisti del gruppo sono la Regione Lombardia con il 57,7% del capitale e Ferrovie dello Stato con il 14,74% del capitale. Il terzo azionista rilevante è Aurelia controllata in maniera indiretta dal Gruppo Gavio e azionista di FNM con il 3% del capitale. Al riguardo ricordiamo che la Argo Finanziaria, altra società che fa riferimento al gruppo Gavio, ha rilevato nel corso del 2007 il 70% di Cargoclay in possesso di FNM per 700 mila euro. La società della logistica, che fatturava 16 milioni a fine 2006 e che circa un anno e mezzo fa aveva un patrimonio netto complessivo di 700,4 mila euro a fronte di oltre 6 milioni di euro di debiti, oggi – leggiamo in una brochure recente redatta dallo stesso gruppo – è controllata al 40% dalla Mo.Ma Invest, al 30% dal gruppo Gavio e per il rimanente 30% da un pool di 9 aziende Ceramiche fra le quali notiamo il gruppo Marazzi.

Né si tratta dell’unica operazione straordinaria varata di recente. Lo scorso 18 marzo il gruppo FNM ha ceduto alla Ngc Medica Spa del Dott. Eugenio Cremascoli per 3,2 milioni di euro la AvioNord, società specializzata nel trasporto aereo di organi da trapianto che aveva chiuso il 2006 con una perdita da 138 mila euro (ma l’anno precedente era in utile). La AvioNord di recente era salita agli altari delle cronache per aver trasportato nell’ultimo tratto l’allora ministro Clemente Mastella in contestato viaggio all’autodromo di Monza.
Altrettanto recente anche l’incorporazione della controllata Interporti Lombardi Spa che aveva con la vendita delle quote in Sibem conseguito il proprio scopo sociale.
Che poi la società entri a far parte di importanti giochi politici lo dimostra anche il fatto che di recente il Messaggero aveva ipotizzato una cordata alternativa per la conquista di Alitalia composta dalla stessa Ferrovie Nord di Milano e da Benetton, Gavio, Diana Bracco, i Ligresti e Marco Tronchetti Provera. Un’ipotesi poi smentita dalla stessa Regione Lombardia per bocca di Roberto Formigoni a riprova del fatto che di Alitalia parlano tutti, ma nessuno ci vuol mettere un soldo (tranne Air France e Toto ovviamente).
Per tornare a FNM alla fine l’idea che ci si fa è quella di una società che il mercato ha risollevato dai minimi storici sull’onda dell’entusiasmo per l’Expo. Di una società che potrebbe acquistare liquidità con il passaggio alle negoziazioni continue appena richiesto e che quindi forse potrebbe essere maggiormente premiata dal mercato e magari anche maggiormente osservata (l’ultimo report pubblicato da Borsa Italiana risale al 2005 e riporta stime sul futuro poi disattese dal gruppo). La recente decisione di destinare ad un aumento di capitale sociale gratuito i 22,3 milioni di euro di riserva di utili indivisi potrebbe in tal senso dimostrarsi davvero opportuna. Il rischio che la fiammata sia stata solo un fuoco di paglia però esiste. Meglio quindi monetizzare eventuali guadagni fatti sul titolo in attesa del ritorno di nuovi segnali di forza.

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