
In fondo Giuseppe Rotelli azionista di Rcs con una quota potenziale di circa il 10% poteva anche essere più cattivo all’assemblea dell’altro ieri. Senza dubbio il “re delle cliniche lombarde” (come qualcuno lo ha definito) ha però toccato un tasto dolente. Non tanto perché l’indebitamento in sé (circa 966 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto di circa 1,39 miliardi) sia elevato, quanto perché la situazione finanziaria globale è profondamente cambiata e i costi del rifinanziamento del debito per le aziende penalizzano le società più esposte.
In Italia sicuramente il debito del gruppo Rcs è maggiore (in proporzione alle altre voci del bilancio) di quello de L’Espresso o del gruppo Mondadori, ma in Europa ci sono senz’altro diversi gruppi editoriali con un debito ancora più pesante.
D’altra parte gli oneri finanziari del gruppo sono passati da 21,1 milioni di euro nel 2006 a 52,2 milioni di euro nel 2007 e questo non è sicuramente un buon segnale. A non deporre in favore del titolo Rcs in Italia contribuisce poi il fatto che ha sottoperformato rispetto a L’Espresso e a Mondadori a partire almeno dall’ottobre del 2007.
D’altra parte il settore il mercato pubblicitario è poi uno dei più problematici per via della crisi che incombe su tutti i settori e della sua forte ciclicità. Seppure l’acquisizione miliardaria di Recoletos rappresenta una delle maggiori operazioni del settore editoriale europeo degli ultimi tempi e il gruppo rappresenti già oggi una delle voci più importanti del bilancio di Rcs il 2008 sarà un anno difficile e, il peso di un debito da 966 milioni sicuramente si farà sentire.
Beaa
02 giu 2009 - 18:03 - #1Ma cos’è il problema del debito?? da cosa è scaturito??