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Quella sponda francese del Banco Popolare

Pubblicato: 05 mag 2008 da Ferry Boat

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Il Banco Popolare fa parlare di sé. La sponda gliela fornisce la banca d’affari francese Cheuvreux con un target price a 4,6 euro sulla sua controllata Italease e il calcolo che un deconsolidamento della banca del leasing dal gruppo permetterebbe al Banco di guadagnare 30 punti base. La notizia è ghiotta per il mercato perché proprio sabato l’ultimo numero di Plus ha rispolverato le voci di un intervento di Dz Bank sul dossier.

Il gruppo tedesco, già attivo in Italia con le partecipazioni in Cassa Centrale, in Aureo Gestioni e in Assimoco, potrebbe, infatti, fare un’offerta per tutta Italease. Questo comporterebbe per il Banco Popolare l’uscita da una partita davvero dannosa per il gruppo guidato da Carlo Fratta Pasini. All’affare tedesco sarebbe interessato anche un fondo di private equity e questo non può stupire, se si considera che di recente il mercato aveva parlato anche di offerte di Clessidra e Jc Flowers per un quarto di Italease a 7,7 euro per azione (quindi con un premio sulle quotazioni oggi intorno ai 7,3 euro). Alla fine così si è rapidamente diffuso sul mercato proprio quel genere di indiscrezioni che scaldano i titoli in Borsa: puntualmente Italease mette a segno un rialzo di 2,6 punti e Banco Popolare un rialzo di 4,84 punti.

Rimane però qualche dubbio sull’obiettività degli analisti d’Oltralpe. Cheuvreux fa parte del gruppo Credit Agricole che recentemente ha sottoscritto un importante accordo con il Banco Popolare per il credito al consumo (l’integrazine delle rispettive a Agos e Ducato).

A scaldare le quotazioni della banca nata dalla fusione fra la Popolare Italiana e la Popolare di Verona e Novara potrebbe, però, aver contribuito anche una lusinghiera copertina del settimanale Borsa & Finanza che, parlando di “Riscossa Popolare”, ha sparso un po’ di lodi sulle cooperative italiane del credito. Il Banco avrebbe un alto potenziale di crescita in termini di Roe, una forte capacità nella gestione delle aggregazioni e anche una solidità patrimoniale in miglioramento con un tier1 proforma al 6,5 per cento dopo 5,2% di fine 2007.

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