
Le attività assicurative del Royal bank of Scotland, la maggiore banca britannica messa in crisi dalla bufera dei mutui ad alto rischio fanno gola anche a Generali. “Andiamo avanti a vedere le carte” ha dichiarato oggi Raffaele Arusti, direttore generale della compagnia triestina, durante una presentazione del bilancio sostenibile del Leone.
D’altra parte la candidatura di Generali era nell’aria da tempo e, oltretutto, non si tratta della sola. Per Direct Line, Churchill e Privilege (tutti marchi di Rbs) concorrono infatti anche la Zurich, Allianz, il colosso statunitense AIG e persino la cinese Ping An. In realtà, come ha ammesso una fonte all’agenzia Reuters, di compagnie che hanno davvero i 7,5-8.5 miliardi di euro necessari allo shopping ce ne sono poche.
Generali stessa dovrà fare più di un salto mortale per fare il colpaccio che potrebbe portarla a guadagnare un notevole terreno rispetto alle concorrenti Axa e Allianz. Tuttavia, mentre molte delle compagnie di cui sopra hanno dovuto affrontare (o dovranno a breve farlo) gli effetti delle svalutazioni di asset generati dalla cattiva congiuntura in corso, Generali potrebbe arrivare a mettere insieme circa 5 miliardi di euro per questa battaglia e si trova dunque in una situazione di relativo vantaggio sulle concorrenti.
Se davvero gli asset assicurativi britannici finissero in pancia al Leone, difficilmente si potrebbe contestare ancora la gestione dei top manager e di Bernheim.