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A2A alle prese con gli indugi di Paroli

Pubblicato: 06 giu 2008 da Ferry Boat

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Paradossalmente il passaggio di Brescia da un’amministrazione di centrosinistra a una di centrodestra non sembra essere stato positivo per l’amministrazione targata Pdl del Comune di Milano. Va da sé che né la meneghina Letizia Moratti, né il nuovo primo cittadino della Leonessa Adriano Paroli hanno mai espresso alcun attrito diretto fuori dai denti, ma sicuramente quello che rappresenta uno dei legami più forti fra le due città, ossia il controllo della società dei servizi quotata A2A, è uno dei dossier che maggiormente contrappone i due amministratori.

Nulla di irreparabile, sia chiaro, ma almeno due posizioni della nuova amministrazione bresciana sembrano chiaramente esprimere uno stop alle scelte fin qui prese di comune accordo. La prima, già anticipata in fase di campagna elettorale e poi ribadita dopo le elezioni, riguarda il sistema di governance duale che è stato imposto ad A2A.

Il sistema diviso fra consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione moltiplica gli organi decisionali della multiutility, ma sembrava sin qui un’ottima scelta per garantire gli equilibri fra i diversi azionisti (il Comune di Milano e di Brescia hanno qualcosa di più del 27% cadauno, ma ci sono anche azionisti come Romain Zaleski e il Comune di Bergamo oltre allo scambio azionario con Atel e alla quota del fondo americano Fidelity). Adesso Paroli sembra intenzionato a spostare la bilancia verso Brescia e quindi ad appoggiare quanti già al tempo della fusione, pensavano che le ragioni della Leonessa non fossero state del tutto rispettate.

A confermare l’intenzione di Paroli di mettere mano al dossier A2A è giunta ieri la decisione di rinviare l’approvazione del buy back da parte dell’assemblea. Si tratta di un rinvio che peserà non solo sul titolo (anche se a fine giugno è previsto il dividendo da 0,097 euro), ma anche e soprattutto su un dossier importante come quello di Edison. Il riacquisto di titoli propri ha, infatti, come scopo principale quello di mettere in portafoglio delle azioni di A2A che saranno poi usate come concambio nelle operazioni per l’accorpamento di Delmi, la società che riunisce il pool italiano di azionisti di Edison e che la controlla insieme ai francesi di EdF. Sicuramente la nuova giunta comunale di Brescia ha il diritto e il dovere di studiare le carte e le decisioni prese sin qui, ma sembra difficile che le nuove mosse possano piacere a Roberto Zuccoli, il presidente in quota milanese di A2A, che tanto ha puntato sul riassetto in Edison e sull’attuale assetto della stessa A2A.

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