
Ancora in ribasso le quotazioni di Credem che da inizio anno lascia sul terreno il 31% mentre negli ultimi 12 mesi ha praticamente dimezzato il proprio valore. Oltre ai noti problemi dell’intero settore bancario che punisce chi più e chi meno tutti gli istituti il Credito Emiliano è in questo periodo sotto i riflettori per la ricapitalizzazione da 500 mln di euro. L’assemblea straordinaria per la delibera è in programma in prima convocazione il 26 giugno.
I proventi dell’aumento di capitale serviranno per le acquisizioni di 67 nuovi sportelli, 34 dal gruppo Unicredit per 150,6 mln di euro e 33 dal Banco Popolare per 155 mln di euro. E’ prevista una prima tranche da 250 mln di euro che prenderà il via a settembre. La famiglia Maramotti che possiede all’incirca la metà della holding di controllo (che ha il 73,133% del capitale di Credem) si è detta disponibile a fare la propria parte oltre che a dare l’impegno a coprire l’eventuale inoptato.
Un chiaro segnale di stabilità dell’asse proprietario che allontana forse una volta per tutte le voci che volevano il passaggio della banca emiliana ad un grosso istituto (si parlava di Mps, Banca Popolare Emilia Romagna ecc.).
Nei primi 3 mesi del 2008 i risultati di Credem non sono stati entusiasmanti. In aumento il margine di interesse (+25,4%) a 143 mln di euro, ma in calo sia il margine di intermediazione del 13% a 230,1 mln di euro a causa principalmente del calo delle commissioni attive e del risultato netto delle attività di negoziazione. L’utile netto si attesta a 47,3 mln di euro in calo del 21%. I risultati non sono piaciuti agli analisti che si sono affrettati uno dietro l’altro a tagliare i giudizi e ad abbassare i rispettivi target price incidendo molto sull’andamento del titolo in borsa.
Ora Credem si trova sui valori del 2004 vicino ad un supporto in area 6,2 euro che rappresenta un test importante per capire quale potrà essere l’andamento del titolo nei prossimi mesi.