
Mentre i Ligresti e i Lamaro si preparano, in cordata con Allianz e Generali, a tirar su tre grattacieli al centro di Citylife, uno dei più grandi progetti che coinvolgono Milano in vista dell’Expo 2015, Risanamento, l’altro grande gruppo immobiliare incaricato di ridisegnare il capoluogo lombardo in vista di questo evento, cerca di non affondare. Si apprende, infatti, dal Sole 24 Ore che già oggi il consiglio di amministrazione della società di Luigi Zunino potrebbe cominciare a valutare le offerte per l’area Falck, la ex sede delle storiche acciaierie che dovrebbe rinascere a nuova vita grazie ai progetti di Renzo Piano.
I problemi però non mancano. Già da qualche mese, infatti, complici il rallentamento del mercato immobiliare, le maggiori difficoltà di finanziamento con le banche e la contemporanea necessità di liquidità per via dei grandi interventi sia nell’area Falck e che nell’area di Santa Giulia, il gruppo si trova in crescenti difficoltà. Allo scorso 31 marzo la posizione finanziaria netta di Risanamento risultava negativa per 2,52 miliardi di euro e il rapporto debt/equity si aggirava sul 3,7x.
L’affievolirsi dei flussi di cassa aveva già costretto il management del gruppo ad approntare un piano di emergenza a fine 2007, così si era stabilito di mettere in vendita il portafoglio trading della società e portare in cassa circa un miliardo di euro. Le cose non sono, però, andate bene come previsto e l’unica cessione di valore registrata nel primo trimestre è stata quella di un immobile newyorkese che ha fruttato 16,5 milioni di euro con una plusvalenza di 2,2 milioni.
Già a fine 2007 l’esercizio si era chiuso con un rosso di 91,6 milioni di euro (contro una perdita di 8,7 milioni a fine 2006), poi il primo trimestre ha accumulato perdite ulteriori per 39,2 milioni (contro i -15 milioni del primo quarto di un anno prima), così si è compreso sempre di più che la situazione finanziaria della società era decisamente tesa.
Adesso, come per molti dossier di primo piano in Italia, tutto sembra essere affidato agli interventi di Intesa Sanpaolo. A questa banca, infatti, è stata chiesta la copertura da 150 milioni di euro che serve a finanziare le attività correnti di Risanamento in questo difficile momento. Il maxiprestito è stato diviso in una prima tranche da 60 milioni, che andrà in scadenza il prossimo 30 settembre, e in una seconda tranche da 90 milioni, che ha invece la durata di dodici mesi a partire dalla sua sottoscrizione.
Ora, secondo indiscrezioni di stampa, Intesa Sanpaolo avrebbe già presentato a Zunino alcuni potenziali acquirenti per l’area di Sesto San Giovanni (la ex area Falck) e fino ad oggi sono circolati i nomi dei due fondi esteri Mubadala e di Limitless. Il fondo Mubadala è uno dei bracci finanziari del governo di Abu Dhabi ed è noto in Italia per le sue partecipazioni in Ferrari e in Piaggio. Il fondo Limitless, che negli ultimi giorni sembra invece il nome più gettonato, viene anch’esso dal Medio Oriente ed è celebre per la costruzione di un’isola artificiale a largo di Dubai, che, mutatis mutandis, potrebbe essere replicata nel principato di Monaco.
A questo punto rimane però un dubbio. Riuscirà davvero il cavaliere Zunino a festeggiare l’Expo 2015 come avrebbe voluto o le pressioni del debito lo costringeranno a ridurre il proprio ruolo nella costruzione della nuova Milano in favore dei petrolieri arabi?