Mps continua a fare cassa. La coraggiosa conquista di Antonveneta ha infatti spinto il management del gruppo senese a fare i salti mortali. Un piano di cessioni imponente è stato, infatti, messo a punto dal management e, nonostante le condizioni di mercato non sembrino favorire grandi affari, il gruppo senese sembra intenzionato a portarlo avanti. Può essere utile dunque fare due conti in tasca al gruppo in un momento di tale importanza.
L’acquisizione da 9 miliardi di euro - tanto è costata a Mps l’Antonveneta - è sembrata a molti troppo cara. Solo qualche mese prima la banca veneta era stata comprata tramite lo smembramento in concerto di Abn Amro dal gruppo spagnolo Santander, la rapida cessione dell’Antonveneta, che - si ricorderà - era stata comprata da Abn Amro dopo una furiosa battaglia con l’allora Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani, di fatto ha reso sicuramente molto al Santander di Emilio Botin che infatti ha incassato, rigirando la banca, a Mps una plusvalenza superiore ai 2,3 miliardi di euro. In cambio presto dovrebbe arrivare un’allenza nelle attività corporate con il Santander.
Tornando a Siena e all’oggi fa comodo elencare rapidamente le cessioni a cui è affidato il futuro del Monte dei Paschi. La prima riguarda la vendita del 66% di MPS Asset Management SGR. Ci sono tre concorrenti in gara che dovrebbero valutare l’intera attività fra i 500 e i 700 milioni di euro (quindi a Mps toccherebbero fra i 330 e i 500 milioni), ma la trattativa potrebbe essere complicata dal fatto che il nuovo acquirente degli asset in gestione (circa 22 miliardi) non avrà l’esclusiva sulla rete del gruppo.
Importante anche la cessione di immobili strumentali, che sono iscritti a valore di libro per 1,5 miliardi di euro e che quindi dovrebbero rendere di più sul mercato, ma anche richiedono tempo per la cessione. In questo contesto va inquadrata la recentissima vendita di Palazzo Portinari Salviati al gruppo Sansedoni per 44 milioni di euro. Entro l’anno comunque Monte dei Paschi stima di cedere il 49% dei propri immobili strumentali, anche se un’ipotesi avanzata ieri dalla stampa prospetta anche la cessione di immobili di Antonveneta che finora non erano stati considerati.
A queste cessioni vanno poi aggiunte quelle degli sportelli in esubero: sono circa 125 di cui più di 90 in Toscana e la stima di mercato sarebbe di 600 milioni, ma è un calcolo fatto a spanne. Al riguardo si dice sia interessata Ubi Banca, ma è anche probabile che si faccia avanti un consorzio di banche locali che divida poi il pacchetto.
Altri asset da vendere sono il 40% di Banca Monte Parma e le filiali estere in Belgio. Si è appena conclusa la cessione per 234 milioni di euro della partecipazione in Finsoe, la minusvalenza registrata (gli asset in questione erano in carico a 350 milioni di euro, ma hanno anche elargito dei dividendi) indica bene l’importanza di procedere rapidamente alla riorganizzazione del gruppo.
Nel frattempo l’alleanza nella bancassurance con Axa dovrebbe iniziare a portare dei risultati. L’ingresso del colosso assicurativo francese nella compagine azionaria di Mps dovrebbe essere una garanzia e ha comportato la cessione per 141,5 milioni di euro di Quadrifoglio Vita ai francesi. Il pacchetto di cessioni dovrebbe ammontare complessivamente a 5 miliardi di euro. Gli obiettivi sono chiari: tier 1 ratio al 6,5% entro l’anno e un utile netto di 2,2 miliardi entro il 2011. I clienti sembrano crederci, nei mesi di aprile e maggio il portafoglio si sarebbe arricchito di 20mila nuovi clienti; gli azionisti un po’ meno, da inizio anno il titolo ha perso più del 50% del proprio valore di Borsa. Di certo i prossimi mesi non saranno facili.
blackwatch
04 lug 2008 - 05:00 - #1car steven car yes juicy go car site global glass