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Fastweb: nuove strategie, ma il titolo fa fatica

Pubblicato: 07 lug 2008 da Ferry Boat

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L’anno 2008 dovrebbe essere per Fastweb quello del ritorno all’utile e della generazione di cassa positiva. Il free cash flow a fine esercizio dovrebbe superare i 50 milioni di euro e, secondo le stime del Sole 24 Ore di questo week end, il giro d’affari dovrebbe raggiungere a fine anno gli 1,64 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo dovrebbe attestarsi a 530 milioni di euro. Il consensus medio degli analisti per l’anno in corso pone la media dei target price a 26 euro e valuta un ev/ebitda da 6,51.

Da un punto di vista strategico poi ci sono diverse novità che hanno tenuto spesso in tensione i prezzi della società della fibra ottica a Piazza Affari. Il recente accordo con Telecom Italia per lo sviluppo congiunto della rete e la condivisione degli importanti asset che le due società in questo settore ha di fatto azzerato i numerosi contenziosi legali che pendevano fra i due gruppi e aperto uno scenario nuovo. Secondo qualche analista il nuovo deal permetterà a Fastweb di recuperare terreno sul mercato, ma non mancano le preoccupazioni sull’ingresso, sebbene a pagamento, di Telecom Italia nei servizi della fibra ottica spesso gestiti solo da Fastweb in diverse aree.

Le voci che potrebbero scuotere i corsi continuano comunque a essere diverse: qualcuno scommette ancora sull’acquisizione di Tiscali, sebbene il top management si sia dichiarato distante da questa ipotesi. Altri puntano ancora sul delisting che ha scosso i prezzi più volte da quando Swisscom ha conquistato l’82% del capitale della società milanese; ma le forti esposizioni della controllante svizzera hanno nel tempo allontanato più volte anche questa ipotesi.

In borsa, nonostante le dichiarazioni ottimistiche e i risultati positivi illustrati dal management, il titolo continua ad essere in affanno sul listino milanese. Soltanto lo scorso 2 luglio il titolo è riscivolato a 20 euro e se i prezzi dovessero ridiscendere sotto i 19 euro sarebbe probabile quantomeno un ritorno sui minimi di marzo a 17,5 euro. Al contrario un scenario rialzista si gioverebbe del superamento di quota 21,75 e di un nuovo test dei massimi da marzo a quota 22,4. Da qualche seduta il titolo sta lavorando a un rimbalzo sulla trend line sostenuta dai citati minimi di marzo, un deciso superamento degli ostacoli di quota 20,7 potrebbe dare qualche indizio di movimenti simili.

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