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Mediobanca: Unicredit difende la stabilità (e il management)

Pubblicato: 28 lug 2008 da Ferry Boat

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Inizio di ottava negativo per Unicredit e Mediobanca, penalizzati in borsa dalle notizie provenienti dagli USA, con Standard&Poor’s che minaccia un downgrade del rating di Freddie Mac e Fannie Mae. Ma l’attenzione degli operatori e’ puntata sulle vicende interne dell’istituto di Piazzetta Cuccia e in particolare sulla possibile svolta della governance.

Mercoledi’ e’ infatti in programma una riunione dei membri del patto di sindacato per discutere del ritorno al sistema tradizionale, a poco piu’ di un anno dall’approvazione del modello dualistico. Quest’ultimo era stato introdotto a seguito dell’incorporazione di Capitalia in Unicredit, all’epoca i principali azionisti di Mediobanca.

Il modello dualistico, come si legge sul sito di Mediobanca, “è ispirato ad un principio di netta separazione tra l’attività di controllo e di indirizzo, affidata al Consiglio di Sorveglianza, e quella di gestione ed amministrazione del Gruppo, affidata al Consiglio di Gestione”. In sostanza questo modello venne approvato per consentire a Cesare Geronzi di entrare in Mediobanca e precisamente al vertice del Consiglio di Sorveglianza.

Il ritorno a sistema tradizionale sembrava cosa fatta, nonostante l’opposizione dei manager del Consiglio di Gestione, capitanati da Alberto Nagel e Renato Pagliaro, che avrebbero minacciato le dimissioni in blocco nel caso non fossero stati confermati tutti e cinque nel consiglio di amministrazione (che andrebbe a sostituire quelli di gestione e sorveglianza). Geronzi avrebbe infatti offerto la conferma a soli tre manager.

Nelle ultime ore il colpo di scena: Unicredit, principale azionista di Mediobanca e membro di maggior peso del patto di sindacato, che non sembrava intenzionata a opporre resistenza alla linea Geronzi avrebbe invece chiesto maggiori garanzie per il management. Questo al fine di non minare la stabilita’ di Piazzetta Cuccia, intento che sarebbe condiviso anche dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi.

Sembra quindi difficile che l’ex presidente di Capitalia possa avere il via libera al cambiamento di governance gia’ mercoledi’, a meno che non sia disposto a fare un passo indietro e cedere alle richieste del management.

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