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Gemina: il mercato attende le nuove tariffe

Pubblicato: 06 ago 2008 da Ferry Boat

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In realtà il rimbalzo in borsa di Gemina di ieri è da leggere come un movimento quasi esclusivamente tecnico probabilmente incoraggiato dal recupero rovente dei listini. Oltretutto il titolo della finanziaria che controlla gli Aeroporti di Roma (Adr) già l’altro ieri aveva testato senza successo i supporti di quota 73,7 centesimi.

L’ipotesi dunque che agli azionisti potesse interessare qualcosa dell’accorciamento della catena di controllo con l’aggregazione fra Adr e Gemina stessa sembra quanto meno un po’ azzardata. Oltretutto, se anche una simile operazione sicuramente faciliterebbe una riduzione dei costi (azzeramento di qualche consiglio di amministrazione) e un notevole miglioramento della trasparenza di Adr e dell’intero gruppo, sicuramente le cifre in ballo non sono tali da spostare concretamente il titolo. Il vero catalizzatore dei prezzi è infatti, ormai da tempo, il nuovo calcolo delle tariffe aeroportuali.

Le linee guida dell’Enac sono già state approvate dal Cipe e quindi rigirate ad Adr per una fase di consultazione che dovrebbe partorire il nuovo tariffario entro qualche mese (la dead line dovrebbe essere la fine dell’anno ma entro settembre-ottobre il dossier potrebbe anche essere archiviato). I Benetton aspettano sicuramente con ansia anche perché di fatto sono i maggiori azionisti del gruppo ormai con l’85,5% del capitale di Investimenti e Infrastrutture (maggiore azionista di Gemina con il 28,42%) e con una quota diretta (tramite Sintonia invero) ulteriore del 4,96 per cento.

La famiglia veneta, che negli aeroporti non solo romani ha rilevanti interessi sia direttamente tramite partecipazioni in altri scali sia indirettamente tramite il ricco catering aeroportuale di Autogrill, è diventata tanto importante nella partita che viene pure intervistata sul caso Alitalia.

Qualcuno ha infatti insinuato che, in cambio della concessione fatta sulle tariffe autostradali di Atlantia dal nuovo Governo Berlusconi, a Ponzano Veneto ora debbano fare qualche regalino a Roma. D’altra parte una fetta rilevante del fatturato di Adr-Gemina deriva proprio da Alitalia e ancora di più oggi che Malpensa ha perso lo status di hub e Fiumicino ha risucchiato le sue rotte. Come noto per Alitalia servono investimenti anche notevoli o anche qualche “facilitazione” che possa alleggerire il pesante bilancio della compagnia della Magliana.

I Benetton, però, almeno ufficialmente, sembrano distanti da un simile scenario e reclamano la necessità di un aggiustamento tariffario per Adr sullo schema della convenzione per Atlantia-Autostrade. Insomma fanno spallucce. Gemina d’altra parte ha chiuso l’ultimo trimestre in guadagno solo perché ha venduto i servizi elicotteristici di Elilario agli spagnoli di Inaer. La conquista della quasi totalità del capitale di Adr (una buona fetta era in mano a Macquarie) ha comportato un aumento di capitale da 1,25 miliardi di euro che ha svuotato le casse e ha pesato sul titolo non poco. I Benetton probabilmente adesso vorrebbero passare all’incasso. Il Governo sarà d’accordo? E Intesa Sanpaolo che ha impegnato la faccia nel salvataggio di Alitalia e vanta diversi crediti nei confronti del gruppo accetterà un niet dei Benetton a eventuali collaborazioni sul dossier Alitalia?

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