Mediobanca: la partita sulla governance è all’ultima mano

pubblicato: mercoledì 10 settembre 2008 da riva

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La partita per la governance di Mediobanca si avvicina all’ultima mano e intanto appare sempre più chiaro che in gioco c’è molto di più di una lotta per il potere reale tra i manager e il presidente.

Come sicuramente con gusto ha sottolineato ieri al Sole 24 Ore Matteo Arpe, c’è in gioco il ruolo e l’identità di un’istituzione storica del panorama italiano. È vero, infatti, che Mediobanca ha sempre rappresentato in Italia il contraltare della politica, la risposta del sistema economico e finanziario ai salotti romani e alle loro relazioni.

Fu un ruolo in gran parte disegnato da Enrico Cuccia, storico presidente della merchant bank più importante del Bel Paese di cui oggi Cesare Geronzi vorrebbe essere l’erede ideale. Ma per salire su questo trono l’ex numero uno di Capitalia dovrà riprendere in mano tutti quei poteri che sono stati affidati ai manager di Piazzetta Cuccia (in primis ad Alberto Nagel e a Renato Pagliaro) con il sistema duale.

Con l’aiuto del giurista Piergaetano Marchetti a Milano si cerca in questi giorni di completare il puzzle. C’è da decidere il futuro ruolo di Pagliaro (si dice direttore generale) e il numero di manager da inserire nel comitato esecutivo (o tutti e cinque o solo tre). Gli attuali membri del consiglio di gestione vorrebbero anche un loro uomo in ogni comitato interno.

Nel frattempo gli azionisti di Mediobanca si sono attivati, forse anche per il timore di perdere potere nel futuro board. Le visite di Marco Tronchetti Provera e di Tarak Ben Ammar a Mediobanca sono segnali importanti di un rinnovato interesse della proprietà. La freddezza tattica di Unicredit dei giorni passati sembra avere lasciato il posto a un clima diverso, più costruttivo e, forse, definitivo.

I manager, infatti, incassato un segnale d’appoggio da Alessandro Profumo, sembrano avere superato la fase più dura delle trattative. Il primo effetto sembra proprio quello dell’ingresso di tutti e cinque manager nel prossimo nel futuro cda di Mediobanca: un’ipotesi che ha ripreso forza fra ieri e oggi e che è rimbalzata sui principali quotidiani.

La bozza del nuovo statuto sarebbe ormai quasi pronta. Il calendario degli appuntamenti, d’altra parte, non lascia molto spazio alle indecisioni. Domani ci dovrebbe essere un ultimo incontro Geronzi-Nagel, venerdì dovrebbero partire le convocazioni di soci e organi sociali sulla nuova governance e giovedì prossimo il consiglio di gestione dovrebbe convocare un’assemblea straordinaria che alla fine di ottobre potrebbe approvare il ritorno al sistema tradizionale con un solo consiglio. A meno di colpi di scena (ancora difficili da escludere), la prossima assemblea potrebbe sancire un cambiamento epocale in Mediobanca. Una storia diversa quanto quella di Enrico Cuccia da quella di Cesare Geronzi.

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