Rialzo del 2,8% ieri per Beni Stabili
Rialzo del 2,8% ieri per Beni Stabili. La chiusura di seduta è stata registrata a 0.694 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 0.695 ed un minimo a 0.664 euro. I segnali tecnici prospettano tuttavia un proseguimento del ribasso con obiettivi estesi fino a 0.505 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di ribasso indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino la rottura nel breve di 0.653 euro. Il quadro ribassista presentato in precedenza verrebbe compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.783 . Oltre questo livello, limite massimo per eventuali reazioni di breve contro la tendenza attesa, si allenterebbero le pressioni al ribasso ed il rialzo visto ieri potrebbe avere un seguito duraturo. Rimanere tuttavia in attesa di conferme prima di intervenire in acquisto. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
Prezzi in crescita dell’1,6% ieri per Marr
Prezzi in crescita dell’1,6% ieri per Marr. La chiusura di seduta è stata registrata a 5.545 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 5.545 ed un minimo a 5.275 euro. I segnali tecnici prospettano tuttavia un proseguimento del ribasso con obiettivi estesi fino a 4.832 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di ribasso indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino la rottura nel breve di 5.185 euro. Il quadro ribassista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 5.760 . Oltre questo livello, limite massimo per eventuali reazioni di breve contro la tendenza attesa, si allenterebbero le pressioni al ribasso ed il rialzo visto ieri potrebbe avere un seguito duraturo. Rimanere tuttavia in attesa di conferme prima di intervenire in acquisto. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
Close di seduta a 19,35 euro ieri per Eni
Close di seduta a 19,35 euro ieri per Eni dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 19.470 ed un minimo a 18.600 euro. La distanza che separa le due chiusure più recenti è dello 0.5%. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 106,072,928 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 29 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 22.422 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 19.787 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 18.062 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.