Logo Blogo

Piano Paulson in progress, ma il mercato trema ancora

Pubblicato: giovedì 02 ottobre 2008 da Ferry Boat

wall street new york borsa mercato finanza azioni titoli crisi subprime piano paulson bush obama 700 miliardi senato congresso borse mondiali usa

Il via libera del Senato Usa al piano di salvataggio di Wall Street ha solo fornito una temporanea valvola di sfogo a una crisi che sarà probabilmente ancora lunga. L’approvazione schiacciante dell’ultima versione del piano Paulson con settantacinque voti contro ventiquattro è infatti solamente una nota nel concerto di cattivi segnali che per ora investe tutti i mercati. Ad agosto gli ordini industriali Usa hanno registrato una flessione mensile del 4,8 per cento, mentre ieri dai dati disastrosi sulle vendite di automobili negli Stati Uniti si è chiaramente intuito che i giganti a stelle e strisce delle quattro ruote si stanno sgretolando.

Bush credeva di affrontare la crisi peggiore dal ’29 a oggi con due paginette e mezzo (era questa la lunghezza della prima versione del piano) e invece ha incassato un imprevisto e folgorante no della Camera e del suo stesso partito. D’altra parte il piano Paulson presentato alla Camera prevedeva che lo Stato comprasse per 700 miliardi di dollari i pacchetti finanziari pieni di debiti legati ai mutui subprime che avevano appesantito i bilanci dei colossi di Wall Street fino in certi casi a farli affondare. Washington avrebbe dovuto fare questo investimento a fondo perduto o, se si preferisce, a scatola vuota e sotto il ricatto dell’emergenza. Così non è stato. I deputati repubblicani hanno detto no e chiesto maggiori garanzie.

Intanto le borse crollavano e, dopo il fallimento di Bear Stearns e di Lehman Brothers, dopo i salvataggi necessari e fortunosi di Fannie Mae e Freddie Mac, di Aig con la cifra monstre di 85 miliardi di dollari dei contribuenti, alla fine la crisi è sembrata allargarsi a macchia d’olio in Europa. Nel giro di pochi giorni sono state varate delle nazionalizzazioni straordinarie e degli interventi statali di massiccia rilevanza per salvare gruppi come Fortis e Dexia. A Piazza Affari Unicredit, la più moderna e internazionale delle banche italiane, è precipitata e qualcuno ha addirittura parlato di prossima offerta da parte dello spagnolo Santander spingendo il premier Silvio Berlusconi a dichiarazioni del tipo: “Difenderò le banche italiane dagli attacchi speculativi”.

Si è avuta così la netta impressione che il Vecchio Continente avesse incassato il colpo. Le svalutazioni milionarie legate al fallimento Lehman e dichiarate da gruppi come Axa e Ubs che spesso avevano già subito duri contraccolpi dalla crisi dei mutui subprime hanno reso ancora più tesi i mercati. Una serie di appelli alla “responsabilità” degli Stati Uniti per questa crisi e alla necessità di approvare in fretta il piano sono così fioccati dai grandi d’Europa al Congresso americano.

Per accontentare il Senato Usa Bush ha introdotto maggiori garanzie sui depositi, incentivi per le società, per l’energia alternativa, per la ricerca, una minore pressione fiscale sulla classe media e altri provvedimenti ancora: uno zuccherino per addolcire una pillola che è costata 150 miliardi di dollari in più. Quindi l’applicazione di questo piano di “way out” dalla crisi farà schizzare il debito più grande del mondo ben oltre il 70% del Pil statunitense raggiungendo una dimensione che non si vedeva dal Dopoguerra. Oggi la bufera sembra dunque tutt’altro che passata e tutti sanno che il vero banco di prova sarà il nuovo esame del piano Paulson alla Camera atteso per venerdì notte.

Il numero uno della Bce Jean Claude Trichet per la prima volta ha cominciato a parlare di taglio dei tassi d’interesse, come a dire che si aspetta tempi sempre più duri. Nel frattempo le vendite affondano i mercati tanto che i vigilantes, dalla Sec alla Consob, hanno vietato lo short selling, ossia le scommesse sui ribassi dei listini. Le crisi di liquidità che soffocano le banche e l’economia sembrano inarrestabili: nonostante le iniezioni di denaro a basso costo da parte delle banche centrali (operazioni di rifinanziamento da centinaia di miliardi di dollari sono all’ordine del giorno) oggi il tasso Euribor a 3 mesi ha registrato il quinto record di fila ed è salito al 5,33 per cento. L’Europa intanto si divide sull’opportunità di creare un fondo di salvataggio delle banche sul modello degli Stati Uniti e sempre più gente si chiede se il sogno di Wall Street e del mercato vincente e senza regole non si sia trasformato in un incubo.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
1 commento

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di great_gatsby

    great_gatsby

    03 ott 2008 - 23:38 - #1
    0 punti
    Up Down

    Ultima idiozia dell’amministrazione bush…almeno si spera.

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento