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Unicredit dà il benvenuto agli investimenti libici

Pubblicato: 17 ott 2008 da Ferry Boat

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Seduta positiva per Unicredit anche se il titolo, dopo un avvio spumeggiante con annessa sospensione per eccesso di rialzo, a fine mattinata aveva limato gran parte del progresso, in linea con la correzione delle borse europee. La notizia del consistente incremento della partecipazione in possesso delle istituzioni finanziarie libiche ha dato il via agli acquisti. La Banca Centrale della Libia e le controllate Lybian Foreign Bank e Lybian Investment Authority nelle ultime due settimane hanno infatti rastrellato azioni di Piazza Cordusio sul mercato fino a raggiungere il 4,23% del capitale, quota inferiore solo al 5% di Fondazione Cariverona.

I libici partivano da uno 0,9% derivante dal 5% circa detenuto in precedenza in Capitalia e poi diluito dopo l’incorporazione dell’istituto capitolino in Unicredit. L’intervento diretto nel capitale della banca guidata da Alessandro Profumo arriva dopo che le istituzioni del paese nordafricano avevano dato la propria disponibilita’ a investire 500 milioni di euro per partecipare al consorzio di garanzia del prestito obbligazionario convertibile da 3 miliardi di euro che fa parte del piano di ricapitalizzazione da 6,6 miliardi totali varato nel cda straordinario di domenica 5 ottobre.

La notizia e’ stata commentata con favore dall’a.d. Profumo, il quale ha detto che costituisce la conferma del fatto che l’istituto da lui guidato viene tenuto in alta considerazione dagli investitori. L’iniziativa libica sembra quindi essere amichevole e gradita al top management della banca italiana, niente che vedere quindi con il rischio di scalate ostili da parte di fondi sovrani arabi paventato dal premier Silvio Berlusconi. Sembra comunque che il Governo sia stato informato dell’operazione solo a operazione conclusa.
Intanto Profumo ha detto che Unicredit ha iniziato a utilizzare il nuovo swap con la Banca d’Italia introdotto con le misure straordinarie decise lo scorso fine settimana dall’esecutivo. Si tratta di un’operazione di durata mensile tramite la quale le banche potranno scambiare attivita’ anche in valuta estera e rating inferiore a quello dei titoli stanziabili per le operazioni con la BCE con titoli di stato detenuti dalla Banca d’Italia. Il manager ha garantito che nell’operazione non sono stati utilizzati titoli “tossici”.

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