Nel corso delle ultime due settimane sono stati registrati spunti positivi dal mercato immobiliare statunitense. Il dato di settembre relativo alla vendita di nuove abitazioni ha toccato quota 464 mila unità (+2,7%) a fronte di attese per un calo a 450 mila. Le vendite di case esistenti hanno segnato, sempre nel mese di settembre, un aumento del 5,5% che ha permesso il raggiungimento di un tasso annualizzato complessivo di 5,18 milioni di unità mentre gli analisti prevedevano che si attendevano 4,93 milioni di unità. L’incremento di settembre è stato il più consistente dal luglio 2003.
Tra i comparti più colpiti dalla crisi degli ultimi mesi quello del real estate sembra essere quindi il meglio impostato per un tentativo di rimbalzo. Intendiamoci, il settore da un punto di vista reale dovrà probabilmente ancora soffrire (le previsioni che circolano, tra le quali anche quelle del Fondo monetario internazionale, sui prezzi degli immobili residenziali, in Italia ed all’estero, parlano tutte di attese di ulteriori deprezzamenti nell’ordine in media del 15/20% o superiore nel corso dei prossimi 2/4 anni), tuttavia i titoli del comparto hanno iniziato a deprezzarsi da prima che gli effetti della crisi del credito si facessero sentire anche sul fronte della domanda di immobili. E’ quindi possibile che i titoli del comparto incorporino già nelle quotazioni raggiunte non solo la situazione contingente ma abbiamo già anche scontato una parte delle difficoltà a venire. A conferma di questa ipotesi l’andamento grafico del PHLX Housing Sector Index (settoriale quotato al Philadelphia Exchange composto da titoli Usa del comparto, rappresentativo del sentiment del mercato non solo a livello locale), che dopo aver sottoperformato l’indice MSCI World della borsa mondiale da luglio 2005 a gennaio 2008 negli ultimi 10 mesi ha saputo fare meglio della borsa nel suo complesso. Durante la rasoiata ribassista subita dai mercati azionari nella prima decade del mese, che ha portato i principali indici ben al di sotto dei minimi di luglio, attivando di fatto nuovamente il trend ribassista in atto dai massimi del 2007 interrotto da una fase laterale tra luglio ed ottobre, il PHLX Housing Sector Index è sceso sotto il supporto offerto dai minimi estivi a 93,75 per poi rimbalzare. La tenuta del supporto di area 70/75 sull’indice favorirebbe un rimbalzo più ampio di quello visto tra luglio e settembre, rimbalzo che potrebbe correggere almeno una porzione del precedente ribasso. L’andamento del comparto Usa dei titoli legati al comparto immobiliare è meno dissimile rispetto a quello domestico di quanto si pensi.
L’indice di correlazione tra il settoriale Usa ed Igd è ad esempio molto elevato (attualmente vale circa 0,7 calcolato ad un anno, valore massimo teorico 1, correlazione perfetta). Il titolo nel corso dell’ultimo ribasso ha avuto un comportamento simile all’indice, scendendo sotto il supporto rappresentato dai minimi di luglio, a 1,645, arrivando fino a toccare quota 1,02 per poi reagire. Sarebbero proprio rimbalzi nuovamente oltre area 1,65 a prospettare l’avvio di una fase di crescita che non sia solo catalogabile solo come una reazione temporanea alla situazione di ipervenduto accumulatasi. Al superamento di area 1,65 il titolo si troverebbe a confronto, in area 1,90, con la trend line ribassista tracciata dal top del 2007, coincidente in questa fase con la media mobile a 100 sedute. In caso di rottura le quotazioni potrebbero puntare poi al raggiungimento del secondo dei ritracciamenti di Fibonacci (il 38%) relativi al ribasso dal top di aprile 2007, resistenza a 2,35 euro circa. Discese sotto 1 euro invierebbero un segnale negativo, allontanando la prospettiva di un rimbalzo ed introducendo il rischio di proseguimento della discesa nell’ambito del canale ribassista tracciato dai massimi dello scorso anno, la cui base transita attualmente in area 0,40.
Gabetti ha rivisto recentemente il piano industriale fino a 2011 in ottica di “un consistente abbattimento dei costi fissi e il rilancio del core business”. Il trend della forza relativa che mette in rapporto titolo ed indice Mibtel ha assunto nell’ultimo trimestre andamento decisamente positivo, interrompendo il trend ribassista in atto da maggio 2005. A differenza della maggior parte dei titoli del comparto Gabetti ha saputo mantenersi nelle ultime settimane, nonostante le difficoltà delle borse, al di sopra dei record negativi di luglio, supporto a 0,919. Il grafico dei prezzi sta costruendo una “scala” al rialzo che ha permesso il superamento della linea di tendenza ribassista tracciata dal massimo di ottobre 2007. L’ostacolo successivo si colloca a 1,75, trend line che proviene dai massimi di gennaio 2007. La rottura di 1,75 indicherebbe un cambiamento di atteggiamento del mercato che potrebbe andare anche oltre la semplice correzione, prospettando l’avvio di una fase crescente duratura con obiettivi che nel medio termine potrebbero collocarsi in area 3 euro. Discese fino in area 1 euro non cancellerebbero i recenti segnali negativi, mentre la violazione di quel livello rischierebbe di riattivare il trend ribassista precedente. Sotto i minimi di 0,919 target a 0,70, base del canale discendente tracciato dal picco del gennaio 2007.
Nel caso di Beni Stabili il grafico di forza relativa che mette in rapporto le chiusure del titolo con quelle dell’indice Mibtel ha disegnato una tendenza rialzista a partire da inizio 2008 (il titolo ha quindi sovraperformato l’indice). Nonostante il quadro di forza relativa non sfavorevole sul grafico del titolo è possibile leggere un segnale di debolezza, analogo del resto a quello di Igd, inviato con la violazione dei minimi di luglio a 0,585. Sarebbe il rimbalzo al di sopra di questi livelli ad introdurre l’avvio di una fase di recupero che potrebbe divenire anche significativa. Conferme del mutato atteggiamento da parte del mercato verrebbero oltre 0,67, media mobile a 100 sedute, ed oltre 0,75, linea di tendenza che scende dal massimo di inizio 2007. In caso di rottura di 0,75 obiettivo a 0,85, secondo dei ritracciamenti di Fibonacci (il 38%) relativi al ribasso dal picco di inizio 2007. La violazione del supporto di area 0,40 comporterebbe la ripresa del trend ribassista allontanando decisamente la realizzazione di un rimbalzo. Target in quel caso a 0,30.
Nel caso di Pirelli RE, titolo che evidenzia una tendenza negativa di medio periodo non solo in termini assoluti ma anche in termini relativi rispetto all’indice Mibtel, un segnale rialzista degno di nota verrebbe al di sopra di area 10 euro, minimo di luglio, con i prezzi che in quel caso potrebbero dirigere verso la linea di tendenza tracciata dal top di aprile 2007, passante a 11,70 euro circa. Oltre la linea la prima resistenza si collocherebbe a 14,90/95, già area di massimi ad agosto e settembre, ultimo ostacolo a separare il titolo dal test del primo dei ritracciamenti di Fibonacci (il 24%) relativi al ribasso dai top del 2007, resistenza in area 18,50. Discese nuovamente al di sotto dei minimi toccati il 28 ottobre a 5,11 euro renderebbero difficile il continuare ad ipotizzare l’avvio di una fase di recupero estesa. Più probabile in quel caso la ripresa del trend ribassista almeno fino a quota 3 euro, dove i prezzi potrebbero trovare un’area di supporto dalla quale tentare un nuovo rimbalzo.