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Telecom in fermento: i Fossati incrociano le dita

Pubblicato: 06 nov 2008 da Ferry Boat

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Occhi puntati sulle telecom. I Fossati qualche tempo fa hanno detto che le società di telecomunicazioni hanno flussi di cassa abbondanti e nei periodi di crisi dovrebbero quindi essere anticicliche. Il discorso fila, ma proprio nel caso di Telecom Italia, sembra che non funzioni.

Proprio i Fossati continuano ad aggiornare le perdite sull’investimento fatto sulla maggiore compagnia italiana del settore e gli spagnoli di Telefonica puntano i piedi sulla rete e chiedono risultati migliori perché anche loro, con il crollo delle borse, stanno perdendo in Telecom Italia una barca di soldi.

Forse domani la situazione si rasserenerà un pochetto. I dati trimestrali del gruppo italiano saranno sicuramente tra i temi più importanti del giorno.

I segnali positivi non mancano. Ieri Tim Brasil ha finalmente fermato quella serie di perdite che aveva accumulato con politiche di marketing troppo generose ed è tornata in utile dando prova di forza sul mercato carioca e incoraggiando le view sulla capogruppo italiana.

Non a caso proprio ieri l’azione Telecom Italia si è riportata sopra l’euro a Piazza Affari inviando segnali di acquisto agli investitori. Oggi c’è attesa per Telecom Italia Media e intanto Credit Suisse si è comprata il 2,479% del capitale della società guidata da Franco Bernabè. In Telecom Italia non è poi per niente archiviato il dossier libico. La Lybian Investment potrebbe presto fare un bell’investimento nel gruppo e incoraggiare, così, ancora di più le quotazioni.

Insomma la trimestrale di domani (e gli annunci del management che la correderanno) desteranno sicuramente l’attenzione del mercato: anche perché si attendono novità sul caso del canone e delle tariffe per l’unbundling. Secondo indiscrezioni di stampa sarebbe già stato chiesto alle Authority il permesso di aumentare entrambi – sia il canone che le tariffe per l’unbundling - e gli analisti sperano addirittura in un incremento dell’ebitda dell’ordine di 200 milioni.

Difficile dire quale sarà l’evoluzione della partita di certo Telecom non è l’unica società del settore telefonico in manovra. Fastweb chiude i trimestri in utile dopo anni di rosso (saranno contenti gli svizzeri che se la sono comprata a debito) e, infatti, oggi è stata a lungo l’unica società dell’S&P/Mib in verde prima di soccombere alle vendite.

Tiscali nei giorni scorsi è stata protagonista di rally quando si è saputo che Murdoch preparava una ricca offerta per i suoi asset britannici: dopo poco le trattative sono state confermate da Cagliari, da allora il mercato attende ulteriori sviluppi.

Oggi Vittorio Colao, ad di Vodafone ed ex top manager di Rcs, ha annunciato nuovi investimenti in Sudafrica e probabilmente dalla quotanda di Johannesburg Vodacom lancerà un attacco a tutto il Continente. Deutsche Telekom, nel frattempo, sta conducendo a tappe forzate un processo di riorganizzazione interna basata sul taglio dei costi che comincia a fornire ottimi risultati.

Insomma c’è fermento nel settore. I Fossati incrociano le dita.

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