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Borse in netto calo ma rimane la speranza di un rimbalzo

Pubblicato: 11 nov 2008 da AleOne

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Quella appena conclusa è stata una settimana caratterizzata da importanti accadimenti che hanno catalizzato l’attenzione dei mercati finanziari. I due fatti principali sono sicuramente l’elezione del presidente Usa, ed il taglio di tassi da parte della Banca Centrale Europea.

L’ascesa di Barack Obama alla Casa Bianca ha avuto un’influenza modesta, almeno per il momento, sui mercati, che dopo un rimbalzo durato poche ore sono ripiombati nell’incertezza.

Gli investitori sono infatti tornati a fare i conti con la crisi che resta viva, come evidenziato dai dati statunitensi diffusi nel corso della settimana: secondolo le stime di Adp nel mese di ottobre la perdita di posti di lavoro nel settore privato è stata pari a 157.000 unità, ben oltre le attese. Anche le indicazioni sul settore dei servizi sono state tutt’altro che incoraggianti, con l’indice Ism non manifatturiero sceso nello stesso periodo a 44,4 punti, cioè oltre il consensus, fissato a 47,8 punti.

Venendo in Europa la BCE ha deciso, come ampiamente previsto dagli economisti, di ridurre il tasso sui rifinanziamenti in p/t dello 0,5%, portandoli al 3,25%.

La misura è stata considerata poco aggressiva da parte dei mercati che speravano in una maggiore boccata di ossigeno. Molto più incisiva delle attese è stata invece la mossa della Banca d’Inghilterra che ha abbassato i tassi ufficiali al 3%, tagliandoli di ben un punto e mezzo. Ormai è chiaro per tutti che anche l’Europa avrà la sua recessione, come dimostra tra gli altri il dato sugli ordini all’industria in Germania, che a settembre hanno fatto segnare una flessione record dell’8% su base mensile (si tratta del ribasso più consistente dal 1990), e di conseguenza il costo del denaro viene ritenuto ancora troppo elevato dagli operatori per fare fronte alle difficoltà future.

Nonostante le notizie non particolarmente incoraggianti sul fronte macro i listini non si sono comportati male, almeno fino a ieri (oggi i prezzi sono tornati a scendere con forza ma senza violare per il momento supporti di rilievo) ed hanno tentato anzi di dare un seguito al rimbalzo intrapreso dai minimi di fine ottobre.

Il future S&PMib ha toccato in settimana un massimo a quota 23165 allontanandosi quindi in modo significativo dai minimi di quota 18550. La reazione non ha superato per il momento resistenze di rilievo e soprattutto si è realizzata in presenza di volumi calanti rispetto a quelli registrati durante la precedente ondata ribassista, tuttavia il solo fatto di aver interrotto il trend discendente rappresenta un elemento di novità che potrebbe anche avere un seguito nelle prossime settimane. Il mese di ottobre ha visto un forte ribasso del future (il 25,77% dai massimi di quota 24990 ai minimi di 18550) che ha portato gli indicatori tecnici di uso più comunqe in una situazione di eccesso (ipervenduto) per uscire dalla quale era fisiologico si sviluppasse una correzione.

Quello che sarà interessante vedere ora è se il rimbalzo riuscirà a reclutare forze bastanti a farlo diventare una vera e propria tendenza oppure se una volta rientrata la condizione di ipervenduto la direzione dei prezzi sarà ancora una volta al ribasso. Difficile dire con gli elementi a disposizione quale sarà il risultato delle recenti oscillazioni, certo è che da più di un anno ormai tutti i tentativi di costruire una tendenza rialzista da parte del future sono andati frustrati, sostituiti presto o tardi (nelle tre occasioni più evidenti, ovvero dai minimi di agosto 2007, da quelli di marzo e di luglio 2008 il tentativo di reazione ha impiegato circa un bimestre per essere riassorbito dal ribasso) dalla ripresa del trend ribassista.

Una ipotesi di lavoro che potrebbe portare ad un risultato diverso è quella di essere attualmente in presenza di un testa spalle rialzista in formazione. La figura avrebbe iniziato a disegnarsi a partire dal minimo del 10 ottobre, la prima spalla, e sarebbe poi proseguita con la testa, il minimo del 27 ottobre, e con la seconda spalla, attualmente in via di definizione. La configurazione rialzista è delimitata superiormente dalla linea passante per i massimi del 14 ottobre e del 5 novembre, attualmente in area 23000. Sarebbe quindi la rottura di 23000 punti a permettere di guardare con rinnovate speranze al futuro del derivato, almeno per quello che riguarda il breve termine.

L’ascesa avrebbe in quel caso come primo compito la ricopertura del gap ribassista del 6 ottobre, lasciato tra 24990 e 25140, successivamente potrebbe tentare di mettere alla prova la media mobile a 100 sedute, passante in area 26500. L’obiettivo del testa spalle, ottenuto come proiezione della sua ampiezza dal punto di rottura della linea che lo delimita, si colloca poco più in alto, in area 28000.

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