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L'Europa rallenta, Italia in recessione

Pubblicato: 14 nov 2008 da Ferry Boat

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Ombre scure sull’Europa. L’ultima tornata di rilevazioni del Prodotto interno lordo, ossia della ricchezza creata dalle varie economie nazionali del Vecchio Continente, conferma infatti i timori di un allargamento all’economia reale della crisi finanziaria scoppiata negli Stati Uniti e allargatasi ormai al mondo intero.

Il Pil italiano ha registrato oggi una flessione del nostro prodotto su base trimestrale di circa 0,5 punti percentuali (fonte Istat). Su base annua la flessione sale allo 0,9 per cento. Visto che già il secondo trimestre del 2008 era stato caratterizzato da un rallentamento del Bel Paese dello 0,4 per cento, l’Italia entra ufficialmente in recessione tecnica.

Una fase di rallentamento che purtroppo si diffonde a macchia d’olio nelle economie dei paesi industrializzati. In Europa già ieri la Germania, con una flessione dello 0,5% nel Pil del terzo trimestre che seguiva un calo dello 0,4% nel secondo trimestre del 2008, era entrata in recessione tecnica.

La Gran Bretagna, come l’Italia e la Germania ha registrato un calo di mezzo punto nel prodotto interno lordo nello stesso terzo trimestre.

Il Portogallo, che oggi ha comunicato al mercato, di aver registrato un Pil del terzo trimestre invariato rispetto al secondo trimestre di quest’anno.

La Francia se l’è cavata meglio con una timida crescita dello 0,14% nel terzo trimestre che la salva dalla recessione tecnica, ma che indica comunque una situazione non meno preoccupante di quella di molti alleati del Vecchio Continente.

In generale le prospettive per l’Europa intera si fanno fosche e le relazioni trimestrali delle società più importanti confermano già un calo dei risultati o una stima al ribasso per l’anno prossimo. Profit warning, licenziamenti, tagli alle previsioni di crescita e perdite trimestrali si sono seguite nel corso degli ultimi giorni preparando un triste Natale per il Vecchio Continente. Oggi la stessa Eurostat ha avvisato i mercati aver rilevato un calo complessivo del Pil dello 0,2% nel terzo trimestre sia per l’Europa a 27 che per quella a 15.

Per l’Italia comunqua la situazione dell’economia reale potrebbe essere ancora più grave che per molti altri. Se infatti anche i dati sul Pil confermano che il nostro prodotto interno lordo è decresciuto anche su base annua (mentre per Gran Bretagna e Germania su base annua è ancora in positivo) anche dall’economia reale arrivano brutti segnali confermati da diverse trimestrali e dalle stime delle nostre società. La debolezza del nostro comparto produttivo, confermata anche dai maggiori indicatori economici, invia infatti segnali urgenti alla nostra classe politica e richiede un rilancio tempestivo di consumi e produzione.

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