Prezzi in crescita del 7,6% venerdi’ per Esprinet
Prezzi in crescita del 7,6% per Esprinet. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.488 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.495 ed un minimo a 3.098 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 242,622 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 40 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 4.218 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 3.653 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 2.955 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo. Esprinet ha archiviato i primi 9 mesi dell’anno con ricavi consolidati pari a 1.640,7 milioni di euro, con un calo quindi del 4% rispetto allo stesso periodo 2007. In calo del 10% il margine commerciale lordo di 98,6 milioni di euro. Risultato operativo di 29,7 milioni, in calo del 36% e utile netto di 13,5 milioni, in calo del 40%, risultati negativi ma migliori delle attese.
Rialzo del 5,3% venerdi’ per Piaggio
Rialzo del 5,3% venerdi’ per Piaggio. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.190 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.250 ed un minimo a 1.132 euro. La buona performance di Piaggio e’ legata alla notizia che Giorgio Girondi, il fondatore di Ufi Filters, ha incrementato le quote nella società. Il rialzo troverebbe conferma oltre area 1,25 con target a 1,35 e 1,43. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire il proseguimento della correzione al rialzo. Segnali negativi in caso di flessioni al di sotto di 1,05 con supporto successivo a 0,85. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
Prezzi al rialzo del 2,3% venerdi’ per Astaldi
Prezzi al rialzo del 2,3% venerdi’ per Astaldi. Il mercato sembra gradire i dati di bilancio recentemente pubblicati: i primi nove mesi dell’anno sono stati archiviati infatti con profitti attestati a 32,2 milioni di euro, in salita del 20,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche i ricavi del 16,9% a 1.087 milioni di euro. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.480 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.600 ed un minimo a 3.403 euro . I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 4.505 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 3.620 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.063 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.