Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo
Sono fosche le previsioni di Confindustria per il 2008 e il 2009. L’Italia vivrà infatti un nuovo biennio di recessione, il primo dal dopoguerra, e nell’anno che volge ormai al termine il Prodotto interno lordo subirà una riduzione dello 0,5 per cento. Nel 2009 la contrazione sarà ancora più marcata e raggiungerà l’1,3 per cento. Solo nel 2010 si rivedrà la luce, con un Pil atteso in rialzo dello 0,7 per cento. Il Centro studi di Confindustria ha in effetti rivisto al ribasso le stime formulate a novembre quando si prevedeva una flessione del Pil pari allo 0,4% nel 2008 e all’1% nel 2009.
Anche il mercato del lavoro registrerà un crollo: tra il secondo trimestre del 2008 e la seconda metà del 2009 si avrà una perdita di 600.000 posti di lavoro, che comporterà un calo dell’occupazione, il primo dal 1994, dell’1,4%.
A ben vedere tuttavia la situazione potrebbe essere anche peggiore qualora non si riesca a ripristinare la fiducia e a dissipare l’incertezza che attanaglia la spesa di famiglie e imprese. In questo caso infatti “si avrà una recessione più lunga e profonda nel 2009, seguita da una stagnazione nel 2010″, avvertono gli esperti.
Tuttavia le basi per una ripresa sono state poste: la discesa dei tassi di interesse, che secondo Confindustria proseguirà anche nel 2009, favorirà risparmi sia per le famiglie che per le imprese. Inoltre la flessione del prezzo delle materie prime si rifletterà positivamente sull’inflazione aumentando il potere d’acquisto delle famiglie. Infine l’indebolimento dell’euro consentirà un recupero di competitività al Belpaese.
Peraltro, nel caso in cui la propensione al consumo resti in linea con la media degli ultimi dieci anni (in realtà si sta osservando un calo nell’ultimo periodo) nel 2009 la contrazione del Pil potrebbe ridursi drasticamente fino allo 0,1% e nel 2010 la crescita potrebbe superare il 2%, scenario che si tradurrebbe nella creazione di 250.000 posti di lavoro e in un rapporto deficit/Pil stabile al 2% (e non in crescita oltre il 3%).
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17 dic 2008 - 16:27 - #1.
basterebbe restituire ai consumatori tasse o costi per due punti di PIL nel 2009 e la recessione neanche arriverebbe in Italia!
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valdossola
17 dic 2008 - 18:36 - #2Sì ma da dove si dovrebbero prendere questi soldi? Dalla scuola? Dagli interessi sul debito? Dalla ricerca? Da dove? Premetto che secondo me il sostegno ai consumi e alla domanda in questo momento è indispensabile, ma i conti pubblici sono, come noto, tiratissimi e anche Confindustria a qualche ragione (anche se meno dei consumatori italiani) quando dice che con queste tasse non siamo competitivi
Quartana
18 dic 2008 - 19:03 - #3La riduzione dei tassi è una bella cosa, ma non è la panacea: circa 15 anni addietro il Giappone azzerò i tassi di interesse col risultato di restare al palo per più di 5 anni.
I mercati emergenti offriranno una remunerazione del capitale superiore alle nazioni del G8 col risultato che i capitali confluiranno su quei mercati rendendo più dificile la nostra ripresa economica.
Credo che prima della ripresa economica ci dovrà essere una ripresa finanziaria (vedi crisi del ‘29 quando la borsa americana perse per 3 anni di fila prima di riprendersi, ma l’economia si riprese solo dopo circa 10 anni) e, quest’ultima, è al di là da venire.