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I migliori di veneridi' : Prysmian, Telecom Italia, Unicredit

Pubblicato: 22 dic 2008 da AleOne

Rialzo dell’11,9% venerdi’ per Unicredit
Rialzo dell’11,9% venerdi’ per Unicredit. Unicredit aveva aperto in forte ribasso a causa del declassamento da buy a neutral ad opera di Merrill Lynch dopo che la banca di Piazza Cordusio aveva annunciato che l’utile 2008 sara’ pari a 4 miliardi di euro, meno dei 4,65 del consensus. Il titolo ha poi invertito bruscamente la marcia, probabilmente grazie alle dichiarazioni di alcuni consiglieri di Mediobanca al termine della riunione del board di Piazzetta Cuccia (tra questi Dieter Rampl, che ha smentito i rumor relativi alle possibili dimissioni di Alessandro Profumo, a.d. di Unicredit) ed a seguito delle attese di ribilanciamento del paniere S&Pmib, dove il peso di Unicredit dovrebbe salire. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.780 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.780 ed un minimo a 1.516 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 2.132 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.858 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.519 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Prezzi in crescita del 10% venerdi’ per Prysmian
Prezzi in crescita del 10% venerdi’ per Prysmian. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 1,556,545 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 72 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 9.650 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 9.650 ed un minimo a 8.340 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 12.027 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 10.177 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 7.890 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Ancora rialzo per Telecom Italia, cresciuto venerdi’ dell’1,7%
Ancora rialzo per Telecom Italia, cresciuto venerdi’ dell’1,7%. L’AgCom (Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni) e la commissaria Ue, Viviane Reding, sono ai ferri corti sul tema degli impegni di Telecom sulla rete fissa. Secondo la Reding detti impegni avrebbero dovuto essere notificati e approvati dalla Commissione. L’AgCom ritiene invece che non vi siano obblighi giuridici di notifica preventiva. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.148 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.175 ed un minimo a 1.099 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 1.369 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.194 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.016 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

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