Rialzo dell’11,6% ieri per Unicredit
Rialzo dell’11,6% ieri per Unicredit: secondo i rumor lunedi’ prossimo le fondazioni azioniste potrebbero riunirsi per discutere della ripartizione dei seggi nel nuovo cda e sulla presidenza dell’istituto. Possibile l’ingresso nel board dei soci di minoranza con due seggi. Il comparto bancario sale e’ salito in scia all’indice settoriale europeo. Secondo indiscrezioni l’amministrazione Obama sarebbe prossima al varo di un piano da 1000 miliardi di dollari per rilevare i prestiti in sofferenza delle banche USA. I titoli italiani hanno poi tratto beneficio dalle indiscrezioni relative all’invio da parte della Banca d’Italia al Ministero dell’Economia del parere sul regolamento attuativo delle norme sui bond bancari previste nel decreto anti-crisi convertito ieri in legge. La chiusura di seduta di Unicredit è stata registrata a 1.408 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.419 ed un minimo a 1.281 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 1.719 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.474 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.191 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.
Prezzi in rialzo del 6,3% ieri per Fiat
Prezzi in rialzo del 6,3% ieri per Fiat. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.900 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.935 ed un minimo a 3.690 euro. Fiat e’ salito all’indomani dell’incontro con il governo per discutere del piano di intervento a favore del settore auto. il Ministro dell’Economia Tremonti sembra restio a mettere sul piatto piu’ di 300 milioni di euro mentre quello per lo Sviluppo Economico punterebbe a 400 milioni. Il titolo ha ricevuto un impulso positivo dalle parole di Corrado Passera il quale ha affermato che e’ in corso di preparazione l’emissione di un prestito a favore della casa torinese, ma non ha voluto fare cifre. Le ultime voci parlano di un’iniezione di liquidita’ pari a 3 miliardi di euro che potrebbero essere erogati da un pool costituito da Unicredit, Intesa San Paolo e BNP Paribas. Oltre area 3,90 Fiat potrebbe tentare di dare un seguito al rialzo di ieri per puntare verso i 4,50/60 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe infatti favorire il proseguimento del rialzo. Solo discese sotto area 3,70 potrebbero implicare nuovi cali, primo supporto a 3,55 poi a 3,20 euro. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.
In verde ieri Luxottica
In verde ieri Luxottica che ha siglato un nuovo contratto di licenza della durata di sei anni (piu’ opzione per altri quattro) per il design, la produzione e la distribuzione in tutto il mondo di collezioni di occhiali da sole e da vista a marchio Tory Burch e TT. La chiusura di seduta è stata registrata a 11.500 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 11.960 ed un minimo a 11.390 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 13.528 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 11.955 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 10.532 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.