
Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Telecom Italia non riesce a reagire ai forti ribassi subiti durante le ultime due sedute e staziona al di sotto di quota 1 euro. D’altro canto le decisioni prese dal cda della controllante Telco hanno dato una chiara indicazione negativa, attenuata solo dal fatto che gia’ da alcuni giorni circolavano indiscrezioni poi confermate al termine della riunione del board.
La holding che controlla il 23,6% della compagnia telefonica ha infatti deciso di svalutare detta partecipazione per ben 1,4 miliardi di euro, frutto dell’abbassamento del valore di carico dei titoli Telecom da 2,6850 euro (valore medio fra i 2,53 euro pagato dai soci italiani e i 2,85 euro pagati invece dalla spagnola Telefonica) a 2,20: un prezzo comunque più che doppio di quello a cui passa attualmente di mano il titolo in borsa. La svalutazione ha comportato una perdita semestrale per Telco pari a quasi 1,5 miliardi di euro.
L’ingente perdita, che pero’ alcuni stimavano superiore, ha probabilmente creato ulteriori tensioni tra gli azionisti italiani e Telefonica. Il presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri di Genola, a margine di una colazione di lavoro a Davos, ha pero’ escluso l’ipotesi di uscita degli iberici. Oltre a questo problema la societa’ guidata dall’a.d. Franco Bernabe’ deve confrontarsi con le questioni relative alle partecipazioni sudamericane.
Si sono infatti create due situazioni opposte: in Argentina Telecom vorrebbe esercitare l’opzione per salire al 100% di Sofora, holding che controlla Telecom Argentina, ma l’Antitrust di Buenos Aires, che aveva bloccato l’operazione a causa della presenza di Telefonica in Telco, ha respinto il ricorso presentato un mese fa contro la sua decisione.
In Brasile invece l’equivalente della Consob italiana ha chiesto che Tim Brasil, controllata al 100% da Telecom Italia, lanci un’opa su Tim Partecipacoes, di cui detiene il 69,8%. L’operazione, non preventivata ed evidentemente non voluta, potrebbe costare circa 500 milioni di euro. Telco non vuole nemmeno sentirne parlare e fara’ ricorso contro il provvedimento.