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Buoni dati per Vodafone: Telecom ringrazia

Pubblicato: 03 feb 2009 da Ferry Boat

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Giornata di fuoco per Telecom Italia. Il titolo guadagna il 5,86% e si riporta a 1,01 dopo avere pure registrato un allungo a 1,029. La soglia dell’euro è insomma ancora importante, nonostante l’affondo di ieri a quota 91 centesimi (bottom del giorno), un livello che più volte in passato ha arginato le vendite.

Sicuramente la crescita a due cifre nei ricavi trimestrali di Vodafone dichiarata oggi dal colosso britannico ha scaldato tutto il comparto europeo della telefonia. Se si pensa che il management di di Vodafone è guidato dall’italiano Vittorio Colao, c’è da chiedersi perché il Bel Paese non sappia far funzionare le proprie compagnie telefoniche e abbia visto Telecom Italia palleggiata fra banche, debiti e gruppi stranieri, Fastweb passare in mani svizzere e Tiscali contrarre i propri mercati fino a ridurli, a breve, a quello italiano soltanto.

Sembra comunque difficile ipotizzare che la questione di Rai-Mediaset-La 7 e dei tentativi di ostacolarne la trasmissione sui canali di Sky possa davvero influenzare oggi il titolo Telecom Italia. Gli interessi del gruppo in questa partita sono però almeno due.

Il primo è quello dello share e degli introiti derivanti a La 7 dagli ostacoli a Sky, ma si tratta di una giustificazione che tiene poco viste le scarse reazioni del titolo Telecom Italia Media alle ultime indiscrezioni.

Il secondo interesse di Telecom è forse più importante e coinvolge il suo ruolo in una strategia complessiva di reimpostazione della televisione italiana. Telecom Italia, Rai e Mediaset stanno infatti giocando la partita del digitale terrestre, ma, come noto, Telecom Italia controlla anche la rete fisica su cui viaggia internet in Italia e potrebbe dunque avvantaggiarsi anche della transizione della tv sul web - della introduzione della iptv insomma - ottenendo degli alleati anche economici nella transizione alla banda larga. Oltretutto va notato che la trasmissione via internet della tv digitale è considerata, nel mondo, migliore di quella via satellite: ci vuole però, appunto, la banda larga.

Il coinvolgimento indiretto del premier nella partita, tramite Mediaset, lascia sperare in un maggiore interventismo che in ogni caso avvantaggerà probabilmente Telecom rispetto a Sky, un concorrente che rischia di perdere molto dalla sua autonomia rispetto ai grandi player della televisione italiana. Forse è il caso di dire Nemo profeta fuori dalla patria.

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