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Multiutility per i tempi difficili

Pubblicato: 20 feb 2009 da Ferry Boat

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I nuovi affondi dei listini rispolverano l’interesse del mercato per i classici titoli difensivi e per le utility. Nonostante una recente ricerca sulle strategie e le aggregazioni delle società dei servizi abbia rivelato in Italia un rallentamento dei merger nel corso del 2008 e una flessione del valore degli accordi in tutta Europa, diversi dossier di primaria importanza rimangono aperti per le utility di Piazza Affari.

Oggi stesso il nostro campione nazionale Enel potrebbe concludere l’atteso acquisto del 25% di Endesa in mano ad Acciona: gli operatori sono già alla finestra da diversi giorni per controllare i dettagli di un accordo di primaria importanza per la società guidata da Fulvio Conti.

In molti casi i nostri fascicoli e le nostre strategie si incrociano con quelli della Francia. È ancora vivo il dibattito sullo sviluppo dei reattori Epr che potrebbero diventare uno dei cavalli di battaglia di Enel e Edf. La nostra Eni ha ceduto la rete del gas di Roma alla francese Suez-Gdf in cambio della società Distrigaz.

Si tratta di una manovra che ha ulteriormente spinto i francesi al dialogo con l’utility italiana Acea. D’altra parte Suez-Gdf è già socio di Acea con quasi il 10% del capitale e, ora che i francesi sono padroni della rete del metano romano, i rapporti sono probabilmente destinati a rafforzarsi. L’attenzione del mercato per Acea, testimoniata anche da alcuni inattesi balzi a Piazza Affari e dai picchi notevoli e recenti nei volumi di scambio, è anche incoraggiata dalla posizione isolata della controllata del Comune di Roma.

Solo l’emiliana Hera ha un ruolo simile in Italia dopo che Enìa ha deciso di fondersi con Iride e Aem con Asm (A2A). Come più di un report ha sottolineato, in questo settore, almeno nell’Italia centro-settentrionale, l’ondata di fusioni degli ultimi anni ha consolidato gran parte del mercato con la formazione di poli energetici come quello di Iride e A2A appunto. A Nord-Est in molti premono per una fusione dei rami del gas di Ascopiave e Acegas-Aps.

La forte richiesta di metano del Bel Paese e le difficoltà di fornitura fanno, infatti, giocare al gas un ruolo di primo piano nei fenomeni di aggregazione fra società dei servizi. La mappa degli investimenti in infrastrutture collegate con il gas rivela anche la necessità per molti piccoli operatori di crearsi una nicchia in questo mercato altamente competitivo.

Per il momento restano ancora al palo anche le trattative fra A2A e Edf in merito al caso di Edison. Proprio la multiutility milanese ha destato l’attenzione del mercato dichiarando nel piano quinquennale la cessione di attività per 700 milioni di euro. L’ipotesi più probabile - lo stesso presidente Giuliano Zuccoli ha dichiarato di valutare l’operazione in questi giorni - per il momento riguarda la cessione di Alpiq (l’ex Atel), ma da tempo il mercato scommette su una stretta della società milanese su Edison. Al momento non c’è ancora niente di concreto, ma il mercato attende con impazienza qualche novità.

L’esistenza di tutte queste trattative non fa che destare ancora maggiore attenzione per il comparto delle società dei servizi e per le municipalizzate. In tempi difficili il loro carattere difensivo fa gola a molti.

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