Sembra che in Italia le autostrade facciano fatica ad andare avanti senza consistenti regali dello Stato. Certo l’annuncio del completamento della Salerno-Reggio Calabria entro il 2012 ha fatto gioire anche il presidente di Atlantia (la ex Autostrade per l’Italia) Gian Maria Gros-Pietro, peccato che questa celebre tratta delle nostre autostrade sia ormai da decenni una barzelletta che ci ha pure causato qualche intervento dell’Unione Europea. Storie di ritardi, malfunzionamenti e sperpero di denaro pubblico che si vedono a tutte le latitudini come per esempio in Lombardia dove la Pedemontana (Bergamo-Varese) attende da più di vent’anni il completamento.
Già nelle prossime settimane però Fabrizio Palenzona, presidente dell’Aiscat (l’Associazione dei concessionari autostradali), presenterà il piano dei concessionari per il rilancio delle infrastrutture in Italia. Secondo indiscrezioni di stampa le concessionarie richiederanno adeguamenti che potrebbero aggirarsi tra il 5 e il 6% (per Atlantia si parla però soltanto del 2,5%) ossia, commenta oggi Finanza e Mercati, su livelli mai visti prima.
D’altra parte, con l’ingresso del nuovo Governo in carica, i concessionari, ossia le società che gestiscono le autostrade di proprietà pubblica manutenendole e accrescendone (teoricamente) la rete, avevano ottenuto la garanzia di potere assegnare a proprie controllate (la procedura cosiddetta “in house”) e quindi senza alcuna gara fino al 60% dei lavori.
Nel frattempo qualcosa a livello di funding delle infrastrutture sembra davvero sbloccarsi ed F2i, il celebre fondo dedicato proprio alle infrastrutture e guidato da Vito Gamberale (ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia) si scalda i muscoli e riesce a preparare 460 milioni di euro da investire proprio nelle infrastrutture del Bel Paese.
Ancora ignoto se una fetta di questa torta finirà in qualche striscia d’asfalto italiana, ma di certo la capacità del fondo controllato da banche per il 32% e con la Cassa Depositi e Prestiti all’8% del capitale, sorprende, vista la generale mancanza di risorse dei fondi infrastrutturali: in media la raccolta del comparto, evidenziava oggi Il Sole 24 Ore, non raggiunge il 40% del capitale target contro il 93% raggiunto da F2i.
Dal Governo in vario modo dovrebbero essere stanziati nei prossimi anni circa 16,6 miliardi di euro e forse più. Con queste premesse forse qualche cantiere in più l’Italia lo vedrà davvero.
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