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Amplifon: l'accorta gestione finanziaria limita i danni

Pubblicato: 11 mar 2009 da Ferry Boat

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Nonostante l’impatto visibile (e in parte già scontato) della crisi su Amplifon, i dati del 2008 appena diffusi dalla società suggeriscono più di uno spunto positivo. Il mercato, che spinge il titolo a un rialzo prossimo ai 10 punti percentuali, sembra pensarla così.

Le performance positive del gruppo guidato da Franco Moscetti nel corso dell’ultimo trimestre fanno sperare in una ripresa o almeno in un contenimento degli effetti della crisi. Piacciono soprattutto i risultati dei mercati europei che mostrano picchi di crescita del 28,1% in Italia, del 13% in Francia e del 12% in Olanda. Se si considera che l’Europa Continentale produce oltre il 73% del giro d’affari della società degli apparecchi acustici, si comprende perché Amplifon punti su una ripresa dei mercati europei in chiave di contenimento dei danni avvertiti negli Stati Uniti a causa della cattiva congiuntura.

Sia chiaro: la flessione del margine operativo lordo del 19,4% a quota 74,3 milioni di euro dovrà essere arginata e il calo dei ricavi del 4% a quota 641,4 milioni di euro (anche per via di un cambio sfavorevole alla società milanese) dovrà essere in qualche modo gestito.

Il management sembra però avere ottenuto dei buoni risultati dal punto di vista della gestione finanziaria.

Il rapporto debt/equity è passato da 0,92 a 0,96 o, in altri termini, il debito è stato abbattuto di circa 50 milioni di euro a quota 190 milioni. I flussi di cassa sono cresciuti del 33,4% a 62,7 milioni di euro e questo permette ad Amplifon di sopperire con sicurezza alla gestione ordinaria. Le esposizioni di breve periodo della società di via Ripamonti ammontano a 64,9 milioni di euro e sono tranquillamente gestibili con l’avanzo di cassa di oltre 92 milioni di euro.

Nei prossimi mesi il gruppo punterà su una maggiore penetrazione nei mercati del Vecchio Continente con “sforzi commerciali” calibrati sui singoli paesi. Alle incertezze del mercato del Regno Unito la società conta di rispondere con una progressiva opera di efficientamento, mentre negli Stati Uniti Amplifon punta a recuperare la marginalità di un tempo con la conversione dei punti vendita della controllata Sonus a centri in franchising e la creazione di un network di circa 1000 punti vendita entro i prossimi cinque anni. A quanto pare Amplifon non vuol sentire parlare di crisi.

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