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Tremonti: al via il monitoraggio dei prefetti sulle banche

Pubblicato: 13 mar 2009 da Ferry Boat

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Nonostante le proteste di Mario Draghi, numero uno della Banca d’Italia e quindi dell’organo incaricato di vigilare sul nostro sistema creditizio, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha deciso di andare avanti e ha varato gli Osservatori Regionali in mano ai prefetti per il controllo dei flussi di credito nel Bel Paese.

I prefetti in pratica analizzeranno le criticità del credito su base locale e raccoglieranno le rimostranze di cittadini e imprese cercando di mediare con le stesse banche che contatteranno in caso di situazioni di criticità. Un ruolo attivo avrà anche il ministero che sarà informato da report redatti dagli stessi prefetti.

Dopo le proteste pressoché quotidiane di Confindustria sulla restrizione del credito alle imprese (secondo Il Sole 24 Ore di oggi il 24,5% delle aziende segnala una restrizione del credito e il 9,9% evidenzia addirittura una carenza di prestiti che ostacola le attività) era forse una mossa inevitabile. Adesso c’è da chiedersi in che maniera i rapporti tra il ministero e la Banca d’Italia (sono note delle idiosincrasie del passato tra Giulio Tremonti e Mario Draghi) saranno ricucite.

La spaccatura rischia infatti di essere profonda in quanto in pratica Tremonti ha istituito degli organi di vigilanza alternativi alla Banca d’Italia assorbendone, in parte le funzioni. Sul corretto funzionamento delle banche italiane, almeno in termini di solidità, sarebbe difficile criticare il governatore Draghi, sulla corretta erogazione del credito al sistema Paese qualche appunto è forse doveroso, visti gli scandali dei derivati e le proteste di consumatori e imprese per un sistema creditizio sempre più rigido. D’altra parte nessuno è esente da colpe, se si considera che l’altro grande problema delle imprese è la lentezza dei pagamenti pubblici che in qualche maniera riguarda anche Tremonti.

Il ministero del Tesoro si è affrettato a specificare che i provvedimenti adottati sono molto più miti di quelli adottati, per esempio in Francia, ma forse nei prossimi giorni dovrà fare qualche passo in più per ricucire con via Nazionale. Di certo conciliare le esigenze di un ampio credito in situazione di crisi con una sostanziale tenuta della patrimonializzazione delle banche non sarà cosa semplice. I cosiddetti Tremonti bond servono proprio a questo, che lo Stato controlli che finiscano dove sono stati indirizzati, ossia a famiglie e imprese, è più che legittimo. Una collaborazione con la Banca d’Italia, che ha le competenze e l’esperienza per monitorare il sistema, sarà però non solo utile, ma necessaria. Il prossimo appuntamento del G20 chiamerà infatti l’Italia a dire la propria su norme di regolamentazione dei sistemi finanziari internazionali. La competenza di Draghi, che è anche numero uno del Financial Stability Forum, sarà più che necessaria. Mai come oggi serve il lavoro di squadra.

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