
Tonica Atlantia a Milano sull’onda dei rialzi che incoraggiano ancora le borse e dei dati pubblicati venerdì scorso dal maggiore concessionario autostradale italiano.
Il gruppo Atlantia, la società che fa riferimento alla famiglia veneta dei Benetton e che controlla concessioni autostradali che spaziano dal Monte Bianco alla tangenziale di Napoli, ha coperto ampiamente (in termini di ebitda adjusted almeno) il decremento del traffico con l’incremento delle tariffe. La contrazione complessiva dei veicoli in strada (sceso soprattutto il numero dei veicoli pesanti) ha, infatti, impattato il margine operativo lordo per 21 milioni di euro a fronte di 86 milioni di euro ricavati invece dall’aumento delle tariffe. Probabilmente un bilanciamento simile ci sarà anche nel corso del 2009 (anche se il saldo sarà forse meno favorevole), nonostante il calo del traffico abbia raggiunto punte del 2,6% nell’ultima parte dell’esercizio appena trascorso. È, infatti, previsto già dal prossimo primo maggio un incremento delle tariffe che potrebbe attestarsi al 2,4 per cento. D’altra parte il gruppo si avvantaggerà sicuramente della nuova possibilità di affidare lavori in house prevista dalle nuove norme e che si inserisce in un complesso quadro di accordi anche politici del gruppo collegati anche agli investimenti fatti in Alitalia.
Sia considerando il nuovo perimetro di consolidamento, che include la statunitense Electronic Transaction Consultans e il gruppo polacco Stalexport, che su base omogenea, la società ha registrato un incremento dei ricavi consolidati (+6,3% complessivamente a 3,47 miliardi di euro e +5,4% su base omogenea). Gli investimenti del gruppo in attività materiali hanno invece segnato una flessione del 9% a quota 1,24 miliardi di euro circa (Atlantia specifica che questo è dovuto al completamento nel 2007 di alcune opere e che gli investimenti frutto della Convenzione 2007 sono cresciuti del 20%). L’indebitamento finanziario netto si attesta a 9,75 miliardi di euro (in rapporto 4,6 con l’ebitda contro il 4,5 del 2007) e subisce, tra l’altro, l’impatto di un mark to market sfavorevole del portafoglio derivati. Il gruppo ha approvato un dividendo da 71 centesimi in crescita del 4,4 per cento. Proprio nella nuova politica dei dividendi - per la prima volta segnano una crescita inferiore del 10% e d’ora in poi saranno mantenuti entro il margine di una crescita di 5 punti l’anno - si è focalizzata buona parte dell’attenzione del mercato. La crisi impone prudenza, ha spiegato l’amministratore delegato Giovanni Castellucci.
Atlantia ha inoltre annunciato un nuovo accordo con Sias (società del gruppo Gavio) in base al quale saranno aggregate in un’unica realtà le partecipazioni acquisite da Citi nell’area metropolitana di Santiago (Cile) tramite l’ingresso nel capitale di Costanera Norte. A fine 2008 il gruppo aveva, infatti, rilevato da Citi e da Sacyr partecipazioni in concessionarie per 702 chilometri distribuite fra il Cile e il Brasile.
Il gruppo Atlantia è, d’altra parte, sempre più internazionale come dimostra anche la concessione indiana che un consorzio con Tata Group si è recentemente aggiudicato. L’espansione nel mondo non basterà, però, probabilmente a contrastare il calo del traffico in Italia e all’estero: nel 2009 sono perciò programmate anche alcune dismissioni marginali (anche in Italia) che dovranno parzialmente contrastare margini operativi previsti in lieve calo a causa di un andamento del traffico in linea con l’ultima parte del 2008.
piero50
24 mar 2009 - 14:34 - #1Solo le ferrovie ci salveranno! Il trasporto su gomma deve essere ridotto.