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I migliori di venerdi': Fiat, Parmalat, Atlantia

Pubblicato: 30 mar 2009 da AleOne

Rialzo del 4,1% venerdi’ per Atlantia
Rialzo del 4,1% venerdi’ per Atlantia. La chiusura di seduta è stata registrata a 11.450 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 11.570 ed un minimo a 11.150 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 4,978,507 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 45 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 13.354 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 11.689 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 10.179 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

In verde Fiat venerdi’
In verde Fiat venerdi’ che ha archiviato il 2008 con utili pari a 1,72 miliardi di euro contro i 2,05 dell’esercizio precedente. Il trading profit e’ pero’ salito a 3,36 miliardi da 3,23 e l’a.d. Marchionne ha confermato il target per il 2009. La chiusura di seduta è stata registrata a 5.270 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 5.390 ed un minimo a 5.140 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 57,778,692 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 30 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 6.330 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 5.433 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 4.625 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Prezzi in crescita per Parmalat
Prezzi in crescita per Parmalat. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti dello 0.1 %. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.502 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.515 ed un minimo a 1.482 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 1.650 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.522 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.411 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

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