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Finmeccanica in bilico tra troppi dossier statunitensi

Pubblicato: 02 apr 2009 da Ferry Boat

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Movimenti interlocutori per Finmeccanica. Il titolo oggi invia un cattivo segnale con perdite dell’1,02% a fronte di un listino bene intonato. C’è da dire che in avvio di seduta il titolo aveva toccato quota 10,18 euro, con un soddisfacente allungo verso il lato superiore del canale sostenuto dai minimi del 20 marzo, tuttavia i ritracciamenti seguiti a questo movimento destano curiosità. Difficile individuare i motivi di queste vendite.

Qualche perplessità potrebbe derivare dalle ipotesi di ingresso nel capitale di Atitech, polo della manutenzione di Alitalia in forte crisi da tempo, al riguardo, però, Pier Francesco Guarguaglini, numero uno di Finmeccanica, ha espresso una notevole freddezza sottolineando di non considerare il controllo, ma al massimo una partecipazione.

È invece stata un’indicazione positiva quella dell’acquisto di 48 addestratori tattici M 346 da parte degli Emirati Arabi: le trattative per questo contratto sarebbero già in fase avanzata. Si tratta di velivoli che servono ad addestrare i piloti alla guida dei celebri Eurofigther Typhoon che riscuotono successo tanto che entro un paio di mesi anche l’Aeronautica militare italiana potrebbe ordinarne fino a un massimo di 15 unità.

Nel frattempo il mercato continua a interrogarsi sul vero nodo finanziario della società, ossia il rimborso del prestito ponte da 1,3 miliardi di euro in scadenza (la prima tranche) per il 2010 ottenuto per la conquista della statunitense Drs. Secondo quanto dichiarato non molto tempo fa dallo stesso direttore finanziario Alessandro Pansa Finmeccanica dovrebbe incassare tra i 500 milioni e il miliardo di euro dalla cessione di asset di vario tipo.

Da allora il mercato si interroga sulle scelte del gruppo alle prese con un debito volato a 3,38 miliardi di euro. In via di valutazione la dismissione di Ansaldo Energia, ma anche di altri asset, come Ansaldo Breda. Le difficoltà maggiori vengono, però, dalla cattiva intonazione dei listini azionari che scoraggia fortemente delle cessioni di quote di minoranza sul mercato. Nel frattempo, un ulteriore avvicinamento dell’Italia agli States, in occasione del G20, potrebbe convincere Barack Obama a comprare i 28 nuovi elicotteri presidenziali Marine One del valore complessivo di 11,5 miliardi di dollari. Una simile cifra sembra sempre più lontana in tempi di austerity, tuttavia qualcosa (probabilmente una commissione ridotta) Finmeccanica dovrebbe riuscire ad ottenerla. Insieme a quello di Fiat-Chrysler questo è infatti uno degli interrogativi sospesi tra Stati Uniti e Italia che probabilmente saranno trattati (informalmente) dal nostro governo.

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