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Maire Tecnimont: freddo a Nizhnekamsk, ma è solo un intoppo

Pubblicato: 03 apr 2009 da Ferry Boat

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Ieri Maire Tecnimont, una delle poche società che possono dire di avere chiuso un 2008 con utili in crescita del 67% e che si aspettano un altro anno positivo nel 2009, ha chiuso la seduta con un ribasso del 12,26 per cento. Oggi il titolo cede un altro punto percentuale e atterra a quota 1,39 riportandosi sui massimi di metà febbraio. Il Banco Santander ha tagliato il prezzo obiettivo da 2,52 a 2,31 euro, ma ha confermando il rating “buy”.

Le cattive notizie che hanno scosso le quotazioni della società guidata da Fabrizio Di Amato vengono da lontano, da Nizhnekamsk la città della chimica russa nella repubblica federata del Tatarstan. Lì il gruppo petrolifero Taneco aveva previsto la costruzione di alcune unità di raffineria affidando lavori per circa 900 milioni di euro alla coreana GS Engineering & Construction e alla stessa Maire Tecnimont. Quest’ultima aveva competenza per la parte maggiore della commessa, tanto che la stima della sua quota sui lavori ammontava a 600 milioni di euro di cui solo il 10-15% (per lavori già eseguiti o materiali già acquisiti) sarà rimborsato.

Maire Tecnimont precisa che l’impatto del “cambiamento di strategia” di Taneco sugli obiettivi di ricavo per il 2009 sarà trascurabile, ma perché Taneco ha fatto un passo indietro?

In una nota diramata oggi dal colosso petrolifero russo si specifica che le motivazioni dello stop al contratto Maire Tecnimont-GS non sono da rintracciare in qualche difetto del progetto (che rimane anzi valido), né in difficoltà finanziarie derivanti, come per molte altre società del mondo, dalla crisi in corso.

La crescita eccessiva dei costi previsti per la realizzazione degli impianti sarebbe, invece, la vera causa dello stop russo ai lavori. A questo punto Taneco ha infatti deciso di riprendere in mano il piano e di farsi consegnare dalle due compagnie la documentazione necessaria a proseguire autonomamente nel progetto originale.

La reazione nervosa della borsa sulle quotazioni di Maire Tecnimont indica una certa delusione degli investitori per l’affare andato a vuoto, ma intacca solo parzialmente le performance di un gruppo che continua ad avere un view positiva (e dei positivi risultati) in un periodo difficile. D’altra parte Maire Tecnimont è riuscita a incrementare del 57% l’ammontare del dividendo (pay out al 30%), ha aumentato di un quarto il proprio patrimonio netto e vanta una posizione finanziaria netta positiva per 349 milioni di euro: difficile dunque che questo intoppo raffreddi le prospettive di sviluppo della società.

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Giancarlo Negri

    10 apr 2009 - 18:20 - #1
    0 punti
    Up Down

    Sono contento di aver trovato una spiegazione al crollo improvviso del valore dell’azione.

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