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A2A a destra: verso Milano

Pubblicato: 15 apr 2009 da Ferry Boat

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Alla fine il potere di Renzo Capra è stato logorato dal cambiamento politico di Brescia. La svolta verso il centrodestra della Leonessa ha infatti portato alla guida della città Adriano Paroli e di fatto ha lasciato isolati i manager di A2A eletti dalla precedente giunta di centrosinistra targata Paolo Corsini. Lo strappo consumatosi negli ultimi giorni (e forse destinato a finire in tribunale) è profondo, ma non improvviso: diverse pressioni e offerte sarebbero infatti giunte all’indirizzo di Renzo Capra che però ha rifiutato gli allettamenti della nuova giunta costringendo in pratica Paroli a chiederne le dimissioni. Il no esplicito di Capra a queste richieste rinvia al prossimo 29 maggio, giorno dell’assemblea di A2A sulla destinazione dell’utile di esercizio, la sfiducia all’attuale consiglio di sorveglianza di cui Capra è presidente.

Con lui se ne andranno probabilmente tutti o quasi tutti i 6 membri del consiglio di sorveglianza (cds) eletti da Brescia: saranno sostituiti con uomini di fiducia dell’attuale giunta Paroli. Renzo Capra, ex dominus della Asm e artefice con Giuliano Zuccoli della fusione fra le due municipalizzate bresciana e milanese, ha dimostrato un forte potere resistendo tenacemente alla nuova stagione politica di Brescia, ma alla fine ha dovuto cedere. D’altra parte se si considera che il centrosinistra guidava la Leonessa da circa 14 anni, si comprende che il manager aveva sicuramente posto diversi uomini di fiducia in altrettanti punti chiave. Cariche oggi a rischio, come quella di Luigi Morgano, attuale vicepresidente del consiglio di gestione e vicesindaco di Brescia sotto l’amministrazione Corsini.

D’altra parte tutto il consiglio di gestione rischia un profondo cambiamento dopo il rinnovo delle cariche in quello di sorveglianza. Sicuramente ne esce ancora più forte l’attuale presidente Giuliano Zuccoli che, secondo indiscrezioni, avrebbe appoggiato lo strappo appena consumatosi e che dall’azzeramento del consiglio di sorveglianza guadagna una dilazione della propria carica di presidente del consiglio di gestione stesso. Lo statuto di A2A prevede, infatti, un’alternanza fra rappresentanti di Brescia e Milano alla presidenza del consiglio di gestione e del consiglio di sorveglianza, solo che ora il conteggio dei tre anni per l’uno e per l’altro riparte da zero e Zuccoli dunque ottiene la guida dell’organo di gestione diretta della società per un maggior tempo.

Diversi altri fattori però sembrano essersi affiancati alle pressioni di Paroli per un rinnovo del management di A2A. In particolare avrebbe pesato notevolmente l’uscita di scena di Romain Zaleski che controlla il 2,51% di A2A e soprattutto un altro 10% della sua controllata Edison. Il crollo dei mercati azionari ha, infatti, messo in crisi come noto la Carlo Tassara, ossia la holding di Zaleski che controlla le quote di cui sopra, ma che di fatto ha in pegno tutto quanto presso diverse banche. Come noto la quota del 10% di Edison soprattutto fa gola a Zuccoli che da tempo vorrebbe stringere la presa sulla società di Foro Buonaparte.

Ora alla guida del consiglio di Sorveglianza di A2A sarebbe candidato Graziano Tarantini, presidente della Compagnia delle Opere di Brescia e, come Paroli, sostenitore del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che ne potrebbe essere uno sponsor. In realtà a questo punto è però a rischio persino l’assetto della governance duale di A2A. Quando un uomo come Berardino Libonati (giurista e di recente presidente di Alitalia per breve periodo) ipotizza che i suoi manager fossero troppo indipendenti mette in fondo il dito nella piaga. Finora la tanto osannata governance con due consigli non ha fornito gran prova di sé e ora potrebbe essere abbandonata anche da A2A.

Le pressioni politiche non potranno però essere cancellate soltanto con un cambiamento allo statuto. Certo l’orientamento politico comune fra Roma (il premier Silvio Berlusconi ha promosso la gestione del termovalorizzatore di Acerra per A2A e forse gli impianti dovrebbero entrare a regime già entro l’estate), Milano (Letizia Moratti e anche il numero uno della Regione Roberto Formigoni) e Brescia (come detto adesso c’è la giunta di Adriano Paroli) potrebbe incoraggiare un nuovo corso. Di certo Zuccoli ne esce più forte e forse i recenti cali del petrolio gli permetteranno anche di mettere altro fieno in cascina spostando sempre di più verso Milano il baricentro del potere in A2A.

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • nonnoxxx

    02 mag 2009 - 18:54 - #1
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    Up Down

    speriamo che dietro tutti questi intrighi di palazzo non vi siano i francesi di edf a manovrare per una “fusione” con edison………..