
Il ministero della Pianificazione di Buenos Aires ha ulteriormente complicato la partita di Telecom Italia in Argentina. Il ricorso promosso contro la decisione dell’Antitrust di Buenos Aires (la Cndc) di congelare i voti dell’italiana nel consiglio di amministrazione di Telecom Argentina (e di tutte le sue imprese collegate locali) di fatto viene così bocciato. A Telecom Italia non rimane dunque che ricorrere al Tribunale o a un arbitrato internazionale contro una scelta che da subito la società guidata da Franco Bernabè ha giudicato illegittima e iniqua.
Nel frattempo appare sempre più chiaro che l’intreccio di interessi e gruppi di potere in Sudamerica rischia per la società di essere esplosivo. La Cndc evidenzia infatti che in Argentina il gruppo spagnolo Telefonica controlla una società che è diretta concorrente di Telecom Argentina: poiché Telefonica è anche azionista importante di Telecom Italia tramite la holding Telco, un conflitto di interessi potenzialmente nocivo per la concorrenza appare verosimile.
Ma la situazione è, in realtà, ancora più complessa. A chi giova infatti lo stop argentino a Telecom Italia? Giova alla famiglia Werthein, una delle più potenti del Sudamerica che controlla il 48% di Telecom Argentina non ancora in mano al gruppo italiano (che controlla un’altra quota del 50% della compagnia). Proprio su questa quota dei Werthein Telecom Italia vanta un’opzione call che le permetterebbe di ottenere il controllo assoluto del gruppo e che da gennaio sembra lettera morta e ora appare ulteriormente congelata dallo stop della Cndc.
I Werthein traggono insomma un grande vantaggio dalle scelte del governo di Buenos Aires. L’intreccio, però, si complica ancora di più se si considerano i legami fra un altro grande azionista di Telecom Italia, Generali, e la famiglia Werthein: entrambi sono infatti soci di primo piano in Caja de Ahorro y Seguro, una delle maggiori compagnie assicurative in Argentina.
Una contiguità che ha insospettito così tanto il mercato che ieri l’amministratore delegato di Generali Giovanni Perissinotto ha dovuto specificare che il Leone di Trieste “non farà da paciere” fra Telecom Italia e i Werthein. Alla fine sembra che Generali e i Werthein siano destinati a essere buoni soci nel comparto assicurativo e contemporaneamente acerrimi nemici nel settore telefonico visti gli interessi contrapposti in Telecom Argentina. Forse allora una mediazione sarà il caso di trovarla, anche se, come tutti hanno notato, il vero socio scomodo è ancora una volta Telefonica il cui matrimonio con Telecom sembra sempre più improponibile in Sudamerica.
nonno libero
18 apr 2009 - 10:05 - #1Ma come non gli bastano i monopoli in Italia? Se li cercano pure in Sudamerica: in Argentina e in Brasile, poi però quando si tratta di competere se la danno a gambe levate come in Germania o in Francia. Il bello è che sono anche in debito da brivido, certe volte penso che questa società non riesca a vivere senza i favori della politica…
nonno prezzolato
02 mag 2009 - 18:49 - #2#1
telefonica espana, france telecom e telecom italia sono tutti dei monopolisti
anzi telefonica ha dei conflitti di interesse enormi anche in sud america
e france telecom regna sovrana in francia in barba a qualsiasi regola comunitaria..
telecom italia è in mano a telefonica espana e a un gruppo di banchieri…cosa ti aspetti il liberalismo da personaggi del genere?