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Il debito costringe Tiscali a concentrarsi sull'Italia

Pubblicato: 11 mag 2009 da Ferry Boat

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La cessione di Tiscali Uk al fondo Carphone Warehouse per circa 284 milioni di euro (255,5 milioni di sterline in termini di enteprise value)rappresenta la chiusura del più importante dossier della compagnia sarda negli ultimi mesi. Con questo deal il gruppo controllato da Renato Soru esce in pratica dal mercato britannico che era precedentemente il suo mercato di riferimento e implica una concentrazione dell’internet service provider in Italia. Le motivazioni sono, come noto, da cercare nell’eccesso di indebitamento che la società ha raggiunto e comportano, in ogni caso, una forte riduzione delle attività del gruppo e un suo notevole ridimensionamento.

D’altra parte a fine 2008 il gruppo registrava una perdita da 271 milioni di euro a fronte di un rosso da 75 milioni a fine 2007. Gran parte di queste perdite era da attribuire a oneri finanziari che erano passati in un anno da 72,6 a 96,4 milioni di euro. Alla crescita del giro d’affari da 883 a 983 milioni di euro in una anno non corrispondeva una adeguata crescita della redditività e della marginalità della compagnia. Tiscali aveva alla fine dello scorso anno un indebitamento finanziario netto da 644,8 milioni di euro e un patrimonio netto da soli 10,82 milioni di euro: mostrava dunque tensioni finanziarie tali da destare anche le perplessità dei revisori del gruppo.

D’altra parte anche il prezzo “spuntato” da Tiscali è stato fortemente condizionato dalla crisi in corso e dalla stessa urgenza della società di Soru di consolidare la propria situazione patrimoniale. Fino a circa un anno fa, infatti, le attività in questione erano valutate quasi il doppio di quanto ottenuto alla fine dell’isp sardo. Così alla fine il fondo Carphone ottiene, per un prezzo tutto sommato conveniente, circa 1,7 milioni di clienti che lo portano al livello (e secondo alcune stime anche al di sopra) di colossi della telefonia britannica come British Telecom e Virgin.

Ora Tiscali potrebbe varare una ulteriore ricapitalizzazione da circa 200 milioni di euro che potrebbe rilanciare la società in Italia. Fino alla fine dell’anno scorso i clienti di tutto il gruppo (Tiscali Uk compresa) erano 2,3 milioni per i servizi di internet a banda larga e 600 mila per servizi voce e narrowband. Nel Regno Unito Tiscali realizzava 683,6 milioni di euro sebbene in termini di ebit la gestione presentasse un rosso da 88,6 milioni. Circa 1,76 milioni di clienti della banda larga venivano da lì. Il mercato Uk copriva insomma più della metà delle attività (ma era comunque in perdita) di Tiscali. Inevitabilmente la Tiscali tutta italiana di oggi è quindi molto più piccola di quella anglo-italiana. Il mercato d’altra parte porta il titolo in rosso e sembra quindi contestare il prezzo ottenuto dopo numerose trattative condotte prima con BSkyB e ora concluse con Carphone. Tutto questo lascia presagire che forse un aumento di capitale sarà alla fine necessario.

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