
Il gruppo Rcs continua anche oggi a ubriacare il mercato con una serie di rialzi da capogiro e sembra davvero volersi avvicinare a quell’obiettivo a 1,65 euro che Mediobanca gli ha posto per il prossimo maggio. Il fatto che Ferruccio De Bortoli, tornato da qualche tempo alla direzione del Corriere della Sera, abbia assunto una posizione forte di mediazione tra editore e redazione non può che essere positivo. Da un lato i manager del gruppo hanno deciso di varare un piano di risparmio da 200 milioni euro, che è parso a molti anche troppo ambizioso. Dall’altro il comitato di redazione (cdr) che ha in tutti i giornali un certo potere dovuto al suo ruolo istituzionale di difesa delle istanze dei lavoratori potrebbe ostacolare fattivamente in molte maniere dei tagli al costo del lavoro probabilmente consistenti (fra stampa, foliazione, peso della carta, borderò e soprattutto taglio dei costi per i giornalisti si arriva a una sforbiciata da 80-90 milioni di euro).
Nel mezzo il direttore che ha istituzionalmente il ruolo di mediare fra la redazione e la proprietà di un giornale e che, in questo caso, ha assunto una posizione proattiva giudicando inaccettabili le proposte degli azionisti, ma anche mostrando l’intenzione programmatica di trovare delle soluzioni alternative per il taglio dei costi. A gravare su tutta la vicenda contribuisce il fatto che tutto il settore editoriale è in crisi. Il calo della pubblicità ha toccato in Italia il 23% per i quotidiani e il 28% per le riviste.
In Spagna, dove il gruppo controlla tramite Unidad Editorial El Mundo e Expansion, le cose vanno anche peggio e i ricavi pubblicitari sono diminuiti del 28 per cento. Secondo Mediobanca però il piano di risparmio potrebbe funzionare e raggiungere, almeno nel 2009, l’obiettivo di un alleggerimento della struttura (fra aumento del prezzo del Corriere, tagli a produzione e trasporto e tagli da 50-60 milioni di euro anche nella sezione amministrazione-corporate del gruppo) di 130 milioni di euro. In fondo si sono già risparmiati 39 milioni nell’ultimo quarto del 2008 e altri 30 milioni nel primo trimestre del 2009, quindi la cosa potrebbe dimostrarsi fattibile.
Certo le considerazioni lusinghiere di Mediobanca vanno bilanciate con il fatto che essa è anche il primo azionista singolo di Rcs e che quindi è in palese conflitto di interesse quando ne parla, anche se i suoi ragionamenti possono comunque essere valutati in se stessi. Di certo va ricordato che il gruppo Rcs sta varando per la prima volta un piano importante di taglio dei costi mentre in passato ha sempre puntato su una crescita dei ricavi e su altri tipi di ristrutturazione.
Da tempo si dice che le redazioni dell’editore del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport siano sovradimensionate, ma da sempre tali redazioni mostrano un potere notevole nei confronti di un azionariato diffuso fra 13 azionisti (almeno). Senza considerare che questi stessi soci hanno ciascuno il proprio piccolo feudo che non vorranno danneggiare troppo e quindi hanno chiaramente visioni contrastanti. Alla fine insomma l’applicazione di un piano forte di taglio dei costi potrebbe rivelarsi molto complessa, probabilmente più del previsto. I rialzi sostenuti da un report favorevole di una banca socia dovranno per questo essere valutati con molta attenzione. Se i multipli già generosi della società dovessero risentire ancora della crisi di periodici italiani e spagnoli (i libri resistono meglio a parte i collezionabili), potrebbe tornare un’ondata di vendite che lascerebbe molti piccoli investitori di queste ultime ore con il cerino in mano.
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