Impregilo cede oggi alle vendite diffuse sul mercato e ripiega in direzione di quota 2,19 euro violando i supporti di quota 2,20 che avevano arginato i più recenti ribassi, ora il prossimo target ribassista di breve si pone in area 2,16 o anche a quota 2,14. Difficile dire se siano le notizie riguardanti l’acquisizione di nuovi documenti dalla controllata di Acerra Fibe da parte della Guardia di Finanza o le indiscrezioni su un nuovo patto sindacale tra i soci a muovere i prezzi.
Di certo, da un mero punto di vista grafico, si può osservare che l’urto contro le resistenze di area 2,32 euro ha respinto i corsi in un movimento di ritracciamento la cui ampiezza è ancora difficile da stabilire. Cionostante le pressioni rialziste degli ultimi mesi dopo i minimi di marzo sono innegabili e forse anche dettate dai buoni risultati del primo trimestre.
C’è da considerare, soprattutto sulla componente dei ricavi passati dai 581,5 milioni di euro del primo trimestre 2008 ai 724 milioni del primo quarto del 2009, che sono presenti dei fattori di crescita stagionali. Fattori che influenzano anche il passaggio della posizione finanziaria netta da un saldo positivo per 42 milioni a dicembre a uno negativo per 63,5 milioni allo scorso 31 marzo. Oltretutto la pfn era negativa per quasi 129 milioni di euro nel primo trimestre del 2008.
Gli utili della società sono anche saliti del 43% rispetto al primo quarto del 2009 a 29,6 milioni, ma il gruppo ha comunque deciso di mantenere i target annunciati al mercato che prevedono un calo dei ricavi da parte del settore impianti e una loro tenuta da parte del settore costruzioni. La società ha infatti deciso di focalizzarsi, fra i vari modelli si sviluppo, su grandi progetti infrastrutturali per i paesi del Mediterraneo e del Medioriente ricchi di materie prime dove è intenzionata a costruire strade, termovalorizzatori e ogni genere di grande infrastruttura che lei possa produrre. Il management sta anche conducendo una operazione di incremento della marginalità e infatti il Ros (return on sales) del gruppo è previsto in crescita per la fine dell’anno mentre il rapporto debt/equity previsto per il 2009 a 0,1 dallo 0,7 dello scorso marzo indica anche una certa attenzione per il debito nonostante il vasto piano di investimenti.
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